Un giallo un po' speciale: Correggio-Venti dal passato


«Bello l’universo femminile, una galassia che viaggia avanti anni luce rispetto al nostro piccolo treno. Noi viaggiamo su una locomotiva a cremagliera che traina un solo vagone, tanto per non confonderci. Loro cavalcano un’astronave interstellare. Noi uomini siamo esseri semplici e metodici, non siamo in grado di comprendere con l’esuberanza delle donne ed il loro istinto materno. Per loro siamo tutti figli da fare crescere e difendere dal mondo cattivo, ma nel contempo si sentono vulnerabili.»  

Sappiate che sono consapevole del fatto che questo passaggio non corrisponda con esattezza al tipo di citazione che ci si potrebbe aspettare di leggere in apertura a una recensione che promette ai lettori di parlare della trama e delle impressioni scaturite dalla lettura di un romanzo che credo di poter definire un giallo a tutti gli effetti.

Cosa volete farci, queste poche righe mi hanno colpito per la loro poeticità e la loro bellezza – effetto ulteriormente ampliato se si cala la stessa all’interno della narrazione in cui le donne occupano uno spazio marginale ma molto importante specialmente per uno dei protagonisti del romanzo: il Maresciallo Grazioso.
Ed è proprio da questo personaggio che voglio partire per raccontarvi il viaggio che Correggio- Venti dal passato – titolo del romanzo – mi ha regalato in questo difficile periodo in cui ci viene chiesto di rimanere nelle nostre case.

Correggio. Giorni nostri.

È un giorno come un altro per il Maresciallo Grazioso e la sua squadra pronta ad affrontare l’ennesimo ordinario sopralluogo nell’abitazione correggese in cui è stato trovato il corpo esanime di un vecchio.
Chi è quest’uomo?
Per quale motivo è stato ucciso? e da chi?
Solo una lettera scritta dalla mano del defunto è in grado di guidare il Maresciallo nelle indagini ma districarsi nelle numerose piste false non è semplice; pensate che, ad aggravare la situazione e a diffondere il terrore tra la popolazione, ci si mette l’opera di un “simpatico” arciere che pare divertirsi nel trafiggere con le sue frecce tanti piccoli pupazzi di Babbo Natale sparsi un po’ ovunque in città.
A volte la gente è strana e la psiche umana può giocare brutti scherzi così come la mente di Grazioso si diverte a burlarsi di lui riportandolo con la mente all’antico amore perduto e misteriosamente reincarnato nella bella Gabriella.
A dire il vero, più che la mente e i falsi indizi, a disturbare l’animo del Maresciallo è quella lettera trovata in casa dell’uomo che si scopre essere un ex-partigiano, il signor Franzosi, nome in codice Acquasanta.

Il «fucile [è] pronto a sparare sentenze»
Ecco un’altra poetica citazione che il lettore può incontrare facilmente scorrendo le pagine di un prologo che lo immerge immediatamente in una situazione di tensione: un gruppo di partigiani correggesi corre rapido verso la cascina che può offrire loro una protezione dopo aver portato a termine l’ennesima pericolosa missione eppure, qualcosa va storto e tanti dei compagni di Acquasanta cadono sul terreno nel tentativo di fuggire agli spari nemici.

Non c’è niente da fare, gli amori non ritornano ma i dissapori che hanno un tempo diviso il vecchio partigiano da alcuni suoi compaesani sembrano invece essere ancora vivi e bruciare di quella stessa fiamma di cui bruciavano all’epoca; solo i pretesti sono diversi rispetto a quelli che li avevano visti imbracciare le armi e spararsi gli uni contro gli altri.
Nonostante i contrattempi e le perdite di persone a lui care, il Maresciallo Grazioso riesce ad arrivare al bandolo della matassa facendo finalmente ordine nella sua mente, riuscendo anche a mettere la parola fine a una vecchia contesa nata in un passato che nelle nostre terre è stato particolarmente intenso e intriso di amore e di odio, di pace e di vendetta.
Marco Sessi, autore di questo romanzo pubblicato dalla casa editrice WritersEditor, racconta la storia di un delitto – le indagini, gli interrogatori e tutto quello che fa di un giallo un giallo – arricchendo il testo di una prosa poetica e una forza emotiva che sembrano esulare dalle semplici indicazioni e caratteristiche tipiche di un uno specifico genere letterario.
I personaggi creati da Sessi sono veri e profondi, combattuti tra passato e presente, tra lealtà e inganno, tra la vita e la morte; individui che faticano e lottano di continuo per la sopravvivenza o l’annientamento di se stessi e di altri esseri umani.
Infine, una prosa fluida e accattivante lega insieme la narrazione al flusso di coscienza e al ricordo di una piccola parte di quella che è stata la lotta partigiana in uno dei territori che, proprio in questa battaglia, si sono maggiormente distinti.
Leggere Correggio-Venti dal passato mi ha dato la possibilità di riflettere, ancora una volta, sulla natura umana e sulla sua magnifica complessità dimostrandomi che siamo ancora capaci di avere pietà delle persone, di provare ancora tutti quei sentimenti che ci rendono umani e vulnerabili nonostante la società ci voglia trasformare in macchine anaffettive, nonostante, ancora oggi, ci siano troppi «fucili pronti a sparare sentenze».
A volte la soluzione è più semplice di come ce la immaginiamo: la chiave sta nel riflettere, nell’aprire la mente e pensare.

Link di riferimento per approfondire

Post più popolari