La mia Gallimard



«Les livres ont les mêmes ennemis que l’homme: le feu, l’humide, les bêtes, le temps; et leur propre contenu.»
«I libri hanno gli stessi nemici dell’uomo: il fuoco, le bestie feroci, il tempo; e il loro contenuto.»

Inizia così Littérature di Paul Valéry edito da Librairie Gallimard nell’agosto del 1930 stampato in 4000 esemplari su carta bianca e 50 su carta giapponese, tutti ugualmente numerati.
È da questo smilzo volume che voglio partire per raccontarvi una storia davvero molto interessante ma, prima di arrivare al nocciolo della questione, mi piacerebbe parlarvi di come ha avuto inizio questa ricerca.
Qualche tempo fa, non ricordo quale ricorrenza stessimo festeggiando, i miei genitori mi regalarono due preziosi volumetti – scelti da mio padre, per altro, il che fu davvero un evento memorabile data la sua scarsa passione per la carta stampata.
Beh, nonostante la poca esperienza in ambito librario, egli scelse due libri che oggi si trovano su uno degli scaffali a me più cari: una vecchia edizione del Piccolo mondo antico di Fogazzaro e Le précepteur di Henri Thomas edito da Gallimard nel 1942 – diritti di riproduzione, traduzione e adattamento riservati a tutti i paesi compresa la Russia, viene specificato nel colophon.

Devo dire che rimasi particolarmente affascinata dall’aspetto esteriore di quest’ultimo: elegante, dalla copertina color crema e scritte in rosso e nero ben evidenti sulla pagina. Sembrava essere un oggetto davvero prezioso perciò andai a curiosare su internet in merito alla casa editrice francese e, acquisite le informazioni di base, mi dissi che poteva essere sufficiente per il momento.
Poi, durante la prima settimana di questo gennaio 2020, sono tornata a Parigi e lì – più precisamente in un piccolo paesino poco distante chiamato Gouvieux, luogo in cui risiede una piccola parte della mia famiglia paterna – in un grande mercato dedicato alla vendita di beni di seconda mano, ho scovato altri due irresistibili volumi ugualmente belli ed eleganti:
La Honte di Annie Ernaux  edito nel 1997 – autrice che credo conosciate, più o meno tutti, come una delle stelle più brillanti della casa editrice L'Orma – e Pilote de guerre di Antoine de Saint-Exupéry – autore de Il piccolo principe, per intenderci – edita il 9 luglio 1948 con tanto di firma di una certa Simone la quale, proprio in quel 1948, acquistò e lesse il volume magari stesa sulla verdissima erba del giardino del castello di Chantilly.
Va da sé che quando, una settimana dopo essere rientrata in Italia e aver partecipato all’attesissimo appuntamento con il Salone della Cultura di Milano, io non potessi lasciarmi sfuggire il piccolo volumetto citato in testa all’articolo così come, altrettanto inevitabile, sarebbe poi stata la mia frenetica ricerca di informazioni in merito che mi avrebbero evidentemente condotta alla scoperta della storia dell’editore Gallimard di Parigi – oggi come allora forza trainante di tutto il mercato librario francese insieme ad Hachette e pochi altri. 
Svelato il protagonista della vicenda – l’editore Gallimard, appunto – non mi resta che tentare di fare ordine nella mia mente e provare a mantenere dentro rigidi confini la marea di informazioni che sono riuscita a trovare.
Innanzitutto, dovete sapere che le edizioni Gallimard non si sono sempre chiamate così – sono certa che questa notizia non abbia sconvolto nessuno di voi: il nome con cui noi oggi ci riferiamo a questo grande editore venne adottato solo nel 1961.
Cosa accadde dunque prima di questa importante data?


Quando il 31 maggio del 1911 André Gide, Jean Schlumberger e Gaston Gallimard si ritrovarono per dare vita a una piccola casa editrice che potesse pubblicare i libri scritti dagli abituali frequentatori del circolo letterario organizzato da Gide e dai membri della Nouvelle Revue Française (nata pochi anni prima), nessuno dei tre riuscì a immaginarsi a cosa sarebbe andata incontro quella piccola impresa.
Dal maggio 1911 al 1919 le opere che uscirono dalle stamperie portavano in copertina un logo estremamente particolare – ideato dallo stesso Schlumberger – e che sarebbe rimasto come marchio di fabbrica: NRF
I primi volumi pubblicati per le edizioni della Nouvelle Revue Française furono: L’Otage di Paul Claudel, Isabelle di Gide e La Mère et l’enfant di Charles-Louis Philippe.
Nonostante queste prime interessanti apparizioni, fu il 1917 una data assai importante per la giovane casa editrice che riuscì a pubblicare la raccolta di poesie di Paul Valéry intitolata La jeune parque e, in quello stesso anno, Gaston riuscì a convincere Proust ad affidargli i diritti per i restanti volumi della Recherche, il cui primo tomo era già stato pubblicato dalle edizioni Grasset; l’autore acconsentì e All’ombra delle fanciulle in fiore valse a Gallimard il primo premio Goncourt nel 1919.
A questo punto devo aprire una breve parentesi in merito alla veste editoriale di queste prime uscite che entrarono a far parte di una tra le collane più famose lanciate dall’editore: La Blanche.
Specializzata in letteratura francese, questa collana venne chiamata così per via del color crema della copertina – dal 1980 in avanti, la stessa mantenne le caratteristiche grafiche della precedente ma cambiò sia il tipo di carta utilizzata sia la colorazione impiegata, non più crema ma giallo molto spento.
Arrivati a questo punto, vi propongo un breve test: quanti di voi ricordano di aver visto questa grafica applicata a edizioni che non fossero quelle Gallimard?
Credo che in tanti possiate dare una risposta affermativa, infatti questo modello, del tutto innovativo per l’epoca in cui venne concepito, ebbe un’efficacia commerciale senza pari e venne presto copiato da altre case editrici francesi e straniere.

È chiaro che, nel corso degli anni sia le grafiche sia le collane mutarono ampliandosi e adattandosi al mercato editoriale in sviluppo: cambiò il carattere con cui venivano scritti il titolo e il nome dell’autore, tra la Prima e la Seconda guerra mondiale la doppia quadratura nera e rossa venne prolungata anche sul dorso dei volumi e nel 1950 scomparve l’estratto del catalogo in quarta di copertina per lasciare spazio a brevi riassunti di trama.
Come si diceva, nel 1919, la Gallimard non era ancora diventata una vera e propria società; lo divenne definitivamente al ritorno di Gaston dagli Stati Uniti, viaggio che lo ispirò per compiere alcuni cambiamenti fondamentali all’interno di quella che presto sarebbe diventata la casa di edizioni Librairie Gallimard.
Sei anni più tardi, nel 1925, Gaston radunò attorno a sé una nutrita cerchia di intellettuali a formare un competente comitato di lettura che fosse in grado di ampliare la produzione della casa editrice che sembrava aver finalmente preso piede nel circuito librario del paese e il 29 marzo 1932, la Gallimard fu pronta a stringere un accordo con le importanti messaggerie Hachette per poter garantire una distribuzione omogenea ed efficace su tutto il territorio – questo saldo trattato si modificò nel 1953 con la proposta di distribuire i libri attraverso Livre de Poche, sempre legata alla più grande Hachette, e venne definitivamente sciolto nel 1970 a causa di politiche e strategie economiche divergenti tra i due firmatari.
In questo delicato momento di trasformazione, il fratello di Gaston, Raymond, e l’amico Emmanuel Couvreux entrarono a far parte dell’equipaggio di questa grande nave pronta a salpare a vele spiegate.
Perciò, supportato da una somma importante di capitali, Gaston decise di dotare la propria casa editrice di una stamperia (La stamperia Imprimerie Sainte-Catherine a Bruges) e di una prima libreria collocata in boulevard Rasparil a Parigi.
Grazie a questa nuova politica e a una notevole capacità imprenditoriale mostrata dalla mente dell’azienda, il mercato librario firmato Librairie Gallimard si aprì sempre di più alle produzioni estere acquistando i diritti di traduzione e pubblicazione di importanti opere: Pirandello (1925), Hemingway (1928), Dos Passos (1928), Faulkner (1933), Nabokov (1939), Steinbeck (1939), etc.
Tuttavia, la Seconda guerra mondiale era ormai molto vicina e fu nel tempo di un soffio che, a seguito della dichiarazione
di guerra nel settembre 1939, parte dei membi della casa editrice furono costretti a rifugiarsi in una proprietà dei Gallimard in Miranda nel Sud della Francia quasi a ridosso dei Pirenei, presto raggiunti da altri colleghi nel mese di luglio del 1940.
In questa atmosfera di pericolo e tensione, Gaston Gallimard non riuscì ad accettare il fatto di dover restare rintanato nei pressi di Carcassonne mentre la sua casa editrice rischiava di passare sotto il comando nazista così, nell’ottobre del 1940, raccolse i propri averi e fece ritorno a Parigi pronto a negoziare con i tedeschi.
Le trattative, come sempre accade, andarono per le lunghe e la casa editrice fu tenuta sotto scacco dalle truppe di invasori per circa un mese prima di riuscire a raggiungere un accordo: Gaston Gallimard sarebbe rimasto a capo della propria azienda a patto di affidarne la direzione al collaborazionista Pierre Drieu Rochelle, il quale diede sempre maggior spazio agli scrittori filonazisti ostacolando i letterati ebrei.
Prosciugata della propria ricchezza intellettuale, nel 1943, l’azienda dovette subire le angherie della censura imposta dal regime degli occupanti. Ma la Resistenza non tardò a organizzarsi e attorno a scrittori come Queneau, Jean Paulhan, Camus ed editori come Gallimard, nel 1941, sfidando la stessa censura e lottando nel disperato tentativo di trovare carta disponibile per la stampa, il gruppo si organizzò per dare vita a un periodico su cui pubblicare le opere uscite nel periodo prebellico: apparve nuovamente L’Étrangere di Camus e Le mur di Sartre e tanti altri.
Al momento della Liberazione, dati i precedenti, la condanna da parte del Comitato di epurazione postbellico per gran parte delle collane appartenenti alla NRF fu del tutto prevedibile.
Eppure, anche in questa occasione, i membri della direzione editoriale seppero risolvere brillantemente il problema: nel 1945 Sartre fondò Les Temps Modernes mentre l’anno dopo Jean Paulhan diede vita a Les chaiers de la Pléiade.
Contemporaneamente, i fratelli Gallimard – i quali, nel frattempo, avevano aperto le porte dell’azienda anche ai propri figli – decisero di dare un nuovo volto alla casa editrice assegnando ad alcuni collaboratori la direzione delle numerose collane vecchie e nuove, che videro per la prima volta la luce proprio tra gli anni ’50 e ’60, promuovendo parallelamente l’ingresso in catalogo di autori bollati dal comitato di epurazione come Louis-Ferdinand Céline – uno dei più noti intellettuali filonazisti francesi.
Come ho già accennato, nel 1970, la collaborazione con Hachette decadde definitivamente e Gallimard decise di provvedere in autonomia a creare un’organizzazione di controllo per la distribuzione libraria fondando la SODIS Distribution nel 1971 a Lagny-sûr-Marne.
L’anno successivo vennero approvati ulteriori ampliamenti nel settore della letteratura per ragazzi – con la fondazione delle edizioni Gallimard Jeunesse – e la messa in opera di un’intera collana – Folio – dedicata ai tascabili composta da circa 5000 volumi e che, dalla metà degli anni Ottanta, venne suddivisa in diverse categorie.
Oggi, questa grande azienda fornisce ancora prodotti di altissima qualità grazie alla direzione degli eredi di Gallimard il cui nipote, Antoine, direttore della casa editrice dal 1988, venne eletto nel 2010 Presidente della SNE (Syndacat National de l’Edition).
Voglio ricordarvi che tra gli autori pubblicati dalla casa editrice sono presenti 38 premi Nobel, 36 premi Goncourt, 18 gran premi per il romanzo dell’Accadémie française e 10 premi Pulizer.
Questa è la mia Gallimard, una realtà commerciale, culturale e politica che non ha mai ceduto il passo al più forte o al più prepotente e che lotta da sempre per la realizzazione di un mercato librario più equilibrato e che si adatti meglio alle esigenze di un’economia in continuo mutamento.
Ciò che vi ho raccontato è davvero una parte molto piccola rispetto a tutto il mondo e l’intreccio di eventi che si nasconde dietro un’azienda che esiste da oltre un secolo ma va bene così perché, ciò che più mi premeva mostrarvi era il senso di reverenza e di forza che mi trasmettono questi miei volumi ogni volta che li tengo tra le mani consapevole di stare stringendo il prodotto di una storia fatta di battaglie per la libertà di espressione.

Occhio al link!
Link al sito ufficiale Gallimard.fr

Post più popolari