La prova inconfutabile dell'esistenza di un "Futuro imperfetto"


«La vita morale dell'uomo è il materiale dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di uno strumento imperfetto.» – Oscar Wilde

In questo contesto lo strumento imperfetto è l'uomo il quale tenta, attraverso gli occhi della propria mente, di
realizzare immagini, dipinti falsati di un mondo imperfetto che viene reso sulla tela al massimo della sua perfezione creando una realtà che non è reale ma che si vorrebbe che lo fosse.
C'è qualcosa di immorale, di sbagliato in questo strano rapporto tra uomo e arte: qualcosa di misterioso, di affascinante.
Gli occhi dell'essere umano, esattamente come la tela dell'artista, sono filtri che ci impediscono di avere una visione d'insieme, precisa e realistica di ciò che ci circonda aggiungendo un tocco di pennellata qua e là per rendere sempre più perfetto ciò che dovremmo imparare ad apprezzare proprio per le sue imperfezioni.
È una citazione davvero molto interessante quella che Vittoriano Borrelli ha deciso di collocare in apertura al suo nuovo libro pubblicato nel novembre scorso – il primo uscito per la casa editrice romana WritersEditor.
Scrittore, giornalista e musicista già affermato e con diverse pubblicazioni alle spalle, Borrelli presenta al lettore una storia magnificamente pensata, studiata per permettere a chiunque lo desideri di immergervisi dentro per uscirne arricchito di una nuova consapevolezza del mondo esterno e della sua bellezza imperfetta.
Il romanzo è suddiviso in due parti – Rosental e Il giardino delle donne – composte a loro volta da brevi capitoli che non lasciano tregua agli occhi del lettore che viene catturato, fin dalle prime pagine, da questa scrittura rapida, magnetica, molto semplice ma estremamente calcolata e in grado di provocare profonde riflessioni nell'ignaro lettore.

«Non solo mi vanto della mia bellezza, ma ero convinto di essere assolutamente perfetto. In altre parole, Dio fatto a Sua immagine e somiglianza.»

Il futuro imperfetto racconta la storia di Edo, un apprezzato e stimato radiologo di Milano, alle prese con una vita perfetta – o almeno questo è quello che crede l'ingenuo protagonista ormai trentenne e alle prese con una sregolata e noiosa esistenza interamente basata sulla perfezione del suo aspetto fisico  – considerato come l'unico mezzo utilizzabile per realizzarsi nel lavoro e nel rapporto con gli altri esseri umani, specialmente se di sesso femminile.
Dall'infanzia a Basilea, primo momento di contatto con il concetto di bellezza e di perfezione fisica avvenuto grazie alla lettura de Il ritratto di Dorian Gray, il lettore segue la crescita del bell'Edoardo fino all'età adulta in cui egli arriva finalmente a scoprire che, quando si parla di imperfezione, non per forza ci si sta riferendo a una parte esteriore dell'essere umano; anche un sentimento che ci rende deboli e vulnerabili  è, a suo modo, una imperfezione.
Il futuro imperfetto è stata una lettura che ho divorato in poco tempo. Nel giro di un pomeriggio ho potuto scoprire l'importanza di non fare mai l'errore di considerarmi un essere perfetto poiché, presentandomi al mondo con questo atteggiamento, non potrò fare altro che preparare il momento della mia caduta perché ci sarà sempre qualcuno pronto a mostrarmi la parte debole e imperfetta di me, sia essa fisica o sentimentale. 
Leggere questo romanzo mi ha proprio dato l'idea di compiere un viaggio fino allo strato più profondo dell'essere umano, un'avventura che chiunque potrebbe e dovrebbe intraprendere ogni qualvolta si renda conto di non riuscire più a percepire positivamente gli errori, le debolezze e le imperfezioni della vita.
Il futuro imperfetto è un libro grazioso e stimolante che ho davvero apprezzato e che mi sento di consigliare a tutti senza alcuna distinzione.
Ricordate che non è mai troppo tardi per iniziare a vedere con occhi nuovi la vita intorno a voi!
Questo libro è la prova inconfutabile dell'esistenza di un futuro imperfetto.

Buone letture!

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