Siparietto curiosità – EPISODIO 8

Doverosa premessa: se vi steste domandando che fine abbia fatto il Siparietto curiosità – EPISODIO 7, vi basterà visitare la mia pagina Facebook o il mio profilo Instagram per scoprire che venerdì 27 settembre è stata la giornata dedicata all'ambiente e allo sciopero per il clima.
Per questo motivo, ho deciso d'inserire un breve e provocatorio post direttamente sui social network nel tentativo di raggiungere anche chi non è solito frequentare il Blog.
Detto ciò, direi di proseguire con la curiosità di oggi tutta dedicata a un profumo e a una città che amo molto e che, data la provenienza dei miei nonni materni, ha fatto da sfondo a tante giornate della mia giovinezza.
In questo primo venerdì ottobrino voglio parlarvi della particolare origine di un profumo che ha reso l'Italia – Parma nello specifico – famosa in tutto il mondo a partire dagli ultimi trent'anni del XIX secolo: la Violetta di Parma.
Come mi è venuto in mente d'indagare questo argomento per poi condividerlo con voi?
In verità, la mia idea sarebbe stata quella di parlarvi dei meravigliosi significati che da secoli l'umanità attribuisce a questi meravigliosi doni della natura capaci di esercitare sull'uomo una forte fascinazione dovuta ai colori, ai profumi e alle proprietà curative che li caratterizzano ma, nel corso delle indagini, qualcosa ha catturato la mia attenzione portandomi, ovviamente, a deviare dalla rotta principale.



Mi sono imbattuta nella descrizione della viola che, secondo il linguaggio dei fiori, starebbe a significare fedeltà e modestia; non una viola comune, bensì la viola odorata italica Pallida plena, o violetta di Parma, un po' più azzurrina rispetto alla più diffusa di un color viola intenso e con piccoli puntini rossi al centro.
Giunta in questa città grazie ai commerci con il Regno borbonico di Napoli in cui si coltivata in grandi quantità fin dal Cinquecento – sia per la sua profumazione sia per le sue proprietà antibatteriche –  questo fiore diventa il simbolo della città di Parma e di Maria Luisa (o Luigia) d'Asburgo-Lorena nominata Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla a seguito della condanna all'esilio del marito, Napoleone Bonaparte, sull'Isola di Sant'Elena.
Dal 1816 al 1847 la Duchessa si occupa amorevolmente del proprio ducato portando innovazione culturale, benessere e, soprattutto, viole, tante viole: viola erano i suoi mantelli, le vesti dei paggetti e gli abiti dei cortigiani.
Viole venivano fatte essiccare per poi essere dipinte o ricamate.
Viole erano coltivate nell'orto botanico di Parma e ricoprivano l'intero giardino della residenza estiva di Colorno.
Spesso una viola disegnata sostituiva la firma della Duchessa sulla sua corrispondenza.
Viola doveva essere il profumo da lei commissionato ai frati del Convento dell'Annunziata che seppero ricreare alla perfezione una fragranza pressoché identica alla naturale profumazione del fiore. Confezionato in eleganti boccette di vetro destinate unicamente alla Duchessa, la composizione di questo elisir di viole viene segretamente custodita fino a quando, nel 1870, un abile imprenditore – Ludovico Borsari – riesce nell'intento di sottrarre ai frati il loro segreto facendone una delle industrie profumiere più importanti d'Italia.
Oggi l'azienda Borsari non esiste più e la Violetta di Parma viene prodotta da case profumiere di tutto il mondo. Resta solamente un piccolo negozio, sito nel centro storico della città, che ancora produce artigianalmente quella dolce e delicata fragranza che ho imparato ad apprezzare fin da bambina quando, osservando incantata mia nonna intenta a contare le gocce di quel prezioso liquido collocato poi dietro le orecchie e sui polsi, mi capitava di chiudere gli occhi e immaginare di avere intorno a me un'intero campo disseminato di piccole viole.
Vi lascio con un'ultima curiosità: ancora oggi, nel giorno dell'anniversario della morte di Maria Luisa, un gruppo di cittadini di Parma si reca in pellegrinaggio alla sua tomba, in Austria, per deporvi un piccolo mazzo di viole.

Link utili:
Maria Luigia e la Violetta di Parma di Francesca Sandrini 


Post più popolari