Nulla accade per caso

Quelle orme sulla spiaggia è una storia di ricerca del proprio passato sulle orme di coloro che le hanno dato la vita e che sembrano essere spariti nel nulla, coperti dalla polvere e dall'oblio. 
Ma lei, Elisa, è cocciuta e determinata a scoprire la verità: chi sono i sui genitori biologici? 
Il romanzo di Angelo Muraglia si apre così, con un casuale e folgorante incrocio di sguardi sull'autunnale spiaggia del litorale ligure.
Lei è Elisa, una giovane professoressa figlia adottiva di una ricca famiglia, lui, l'Avvocato fidanzato di Elisa, è la voce narrante e poi c'é il Professore, uomo di mezza età, eccentrico e capace di suscitare una dolcezza infinita nel cuore dei due giovani come in quello del lettore.
Attorno a loro ruotano la madre del giovane avvocato, Teresa – la sua segretaria – , i genitori adottivi di Elisa, la vera madre di lei e tanti altri piccoli personaggi che accorrono ad affollare la narrazione senza però occuparne mai prepotentemente il palcoscenico concesso interamente al Destino che sembra guidare, nascostamente e con estrema consapevolezza, le loro vite.
Così Elisa decide di farsi trascinare da questa strana sensazione fino a giungere finalmente a coronare il suo sogno: conoscere la sua madre biologica e ricongiungere la sua vera famiglia. 
In questo delicato gioco l'Avvocato e il Professore sono tasselli fondamentali per permettere alla giovane di ricucire tutti i pezzi del proprio passato.
Quando si dice "il caso"...
La verità è nulla accade "per caso" ed Elisa lo sa molto bene. E forse, chissà, anche il Professore lo sapeva, forse era consapevole del fatto che il destino gli avesse già concesso tanto facendogli ritrovare la sua bambina.
Cos'altro avrebbe potuto volere di più?
Dato che l'intera vicenda si basa su un lento meccanismo di disvelamento dei diversi tasselli destinati a completare l'incompiuto quadro di vita di Elisa, non intendo dilungarmi oltre rischiando di rovinarvi il piacere della sorpresa.
Quelle orme sulla spiaggia, di Angelo Muraglia, è un libro che si distingue nel caos librario e a cui credo valga la pena di dare la possibilità di essere letto nonostante quegli aspetti che, dapprima mi hanno un po' fatto arricciare il naso ma che, nel corso della narrazione, si sono rivelati essere caratteri peculiari dei personaggi – esempio emblematico è il linguaggio ampolloso utilizzato dal Professore in tutti i momenti della sua giornata.
L'unico punto che forse mi ha davvero sconcertato è stato il momento in cui Elisa e sua madre si trovano finalmente vis-à-vis per la prima volta poiché, date le premesse, mi sarei aspettata l'apparizione di un qualche elemento di disturbo, di intoppo nel perfetto e pacifico corso degli eventi. 
È una storia a lieto fine, senza ombra di dubbio, ma non avrei disdegnato un po' di pepe.
In tutti i casi, nonostante questi piccoli dettagli, sarete costretti ad arrivare fino alla fine del romanzo se avete la curiosità di conoscere i volti e le ragioni delle azioni compiute dai due personaggi che dialogano rapidamente ancor prima che si dia inizio alla narrazione! 
E poi non ci si può non commuovere di fronte alle dimostrazioni di affetto (a tratti forse un po' ostentato ma mai del tutto stonato) che i personaggi si scambiano per farsi forza l'un l'altro.
Perciò armatevi di qualcosa di caldo da sorseggiare, di un luogo tranquillo in cui rintanarvi e immergetevi in queste intensissime pagine.
«Non ci scegliamo reciprocamente 
in modo casuale: 
noi incontriamo persone 
che già esistono
nel nostro subconscio.»
– Freud –

Vi lascio con questa immaginaria stella polare con cui l'autore apre il romanzo e che il lettore deve utilizzare come guida nell'affrontare il racconto di una vicenda normare e straordinaria. 

Link di riferimento per approfondire:

P.S. Vi ricordo che è ufficialmente online la nuova rivista della casa editrice: Il Calamaio
Andate a dare una sbirciatina, potrete trovare interessanti articoli, rubriche, interviste radiofoniche!


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