Inaspettati ritrovamenti

In una calda sera di giugno, aggirandomi per le stradine del centro di Atene lungo la cinta muraria che protegge l'antica Agorà, mi sono imbattuta in un piccolo gioiellino librario carico del fascino di cui sono spesso dotati quei libri insoliti e che difficilmente riusciamo a collocare in una cella ben definita.
Non avrei mai potuto non riportarlo con me in Italia, non avrei mai potuto non parlarvene perché ciò che vi è scritto è di una bellezza del tutto inaspettata: con una particolare attenzione ai dettagli storici e una scrittura semplice e lineare, la Granduchessa Maria racconta al lettore la storia della sua Russia e di tutti quelli che, pur avendo compiuto scelte avventate e, forse, discutibili, hanno ugualmente sacrificato la propria vita per essa.
Nata nel 1890 a San Pietroburgo come figlia maggiore del Granduca Pavel Alexandrovič Romanov e della sua prima moglie – Aleksandra Georgievna di Grecia – Maria Pavlovna Romanova fa il suo ingresso principesco al Palazzo d'Inverno su una carrozza dorata trainata da sei cavalli bianchi.

«On m'a raconté que je fis ma première entrée publique dans une carrosse doré, traîné par trois paires de chevaux blancs»

È il giorno del battesimo, il momento in cui quella piccola bimba paffutella sarebbe ufficialmente entrata a far parte di tutto un sistema di regole e obblighi che le sarebbero sempre stati stretti e che l'avrebbero soffocata per buona parte della sua giovinezza.
Maria come la nonna moglie dell'Imperatore Alessandro II.
Maria, come la zia e madrina consorte di Alessandro III.
Educata in un ambiente estremamente religioso e formale, Maria cresce con la sensazione di essere privata di una parte dell'educazione riservata ai maschi della famiglia.
È stanca di restrizioni, obblighi e apparenze; vuole vivere e conoscere il proprio amato paese.
Così, quando nel 1908 va in sposa al Duca Guglielmo di Svezia, ella è più che contenta di lasciare la rigida Russia per trovare finalmente la propria libertà. Nella sua nuova casa Maria può dedicarsi a ciò che desidera ma presto scopre che anche in Svezia la rigida etichetta di corte non ammette troppe eccezioni alle regole perciò, dopo aver affidato il suo primogenito Lennart alle cure del padre e della famiglia reale, compie un gesto del tutto inusuale per l'epoca: chiede il divorzio e fugge dalla dimora coniugale.

Nel 1914 Maria fa ritorno in Russia e si stabilisce accanto all'amato fratello Dimitri nei pressi di Mosca.
Nel frattempo scoppia la prima guerra mondiale e la Granduchessa decide di prestare servizio come infermiera; inizia a venire a contatto con la popolazione e comprende immediatamente che il malcontento dilaga tra i sudditi dello Zar.
Due anni più tardi, nel 1916, Dimitri viene condannato a prestare servizio militare sul fronte persiano per aver preso parte all'assasinio di Rasputin, consigliere privato di Nicola II.
Maria supplica lo Zar di risparmiare il fratello ma comprende che Nicola non avrebbe fatto nessun passo indietro rispetto alla sua decisione iniziale.
Nel 1918 la rivoluzione d'ottobre porta all'esecuzione dell'intera famiglia imperiale; i borghesi legati ai Romanov sono costretti ad abbandonare il paese se intendono avere salva la vita.
Dimitri, impegnato al fronte è al sicuro, Maria deve invece fuggire in fretta e furia lasciando il suo secondo genito alle cure dei nonni paterni e rifugiandosi con il marito – sposato in seconde nozze nel 1917 – presso una cugina pronta a ospitarli nella sua residenza in Romania.
A conflitto terminato anche Dimitri è costretto a fuggire; si stabilisce a Londra, dove Maria lo raggiunge poco tempo dopo. Lì i tre – Maria, Dimitri e il marito di lei – vivono per un breve periodo dei proventi dei gioielli di Maria ipotecati in Svezia prima della fuga.
La vita prosegue tranquilla ma, nel 1924, i due sposi decidono di separarsi per insanabili divergenze comportamentali – nel frattempo, dalla Russia, giunge la notizia del decesso del figlio per malattia.
Dopo essersi trasferita a Parigi, Maria apre una una piccola azienda tessile – Kitmir – che le permette di instaurare un profondo rapporto di amicizia con la grande stilista Coco Chanel.
Sono i primi anni Venti: la Granduchessa inizia a raccogliere le proprie memorie. Frattanto Coco e Dimitri – incontratisi a Biarriz grazie all'intermediazione di Maria – iniziano una relazione sentimentale.

Coco Chanel e Dimitrij Pavlovič

Trascorrono all'incirca 10 anni quando Maria decide di spostarsi a New York dove inizia a lavorare come fotografa per la nota rivista Vogue. Dopo 12 anni e la nascita di un nuovo stato russo riconosciuto dagli Stati Uniti come Nazione autonoma, si trasferisce a Buenos Aires reinventandosi come arredatrice d'interni per il cinema d'animazione.
Ritorna definitivamente in Europa solo nel 1949, affranta dalla scomparsa del fratello avvenuta sette anni prima, per ricongiungersi con il figlio Lennart presso il castello sull'isola di Mainau – sul Lago di Costanza, Germania – dove muore all'età di 68 anni nel 1958.

«Dans leur grandeur comme dans leur malheurs, toutes les générations de Romanov ont placé les intérêts et la gloire de la Russie au-dessus de tout calcul personnel. 
La Russie était una patrie de leur âme, de leur corps: aucun sacrifice ne leur paraissait trop grand et ils l'ont prouvé en donnant leur vie pour elle. Je fais des voeux pour que leur esprit m'aime jusqu'à la fin de mes jour.»
[Durante i loro momenti di grandezza come in quelli di dolore, tutte le generazioni dei Romanov hanno messo i loro interessi e la gloria della Russia al di sopra del proprio interesse.
La Russia è stata la patria della loro anima, dei loro corpi: nessun sacrificio appariva loro troppo grande e hanno dimostrato ciò dando la loro vita per essa.
Mi auguro che il loro spirito mi animi fino alla fine dei miei giorni.]

– Con questa mia traduzione spero di aver reso comprensibile a tutti la profondità di questo passaggio che mi ha profondamente commossa –

È questa la preghiera che Maria decide di apporre come frase conclusiva all'introduzione del volume Éducation d'une princesse.
È il 1930, lei si trova a New York e decide di affidare le proprie memorie agli editori francesi della libreria Stock – i quali cureranno anche l'edizione di una seconda raccolta di memorie nel 1933, Une pincesse en exil – che pubblica il volume l'anno successivo, nel 1931.
Maria ha vissuto solo 40 anni quando decide di mettere la parola fine a questi ricordi, eppure le sembra di aver vissuto dei secoli sentendo pesante sulle spalle la responsabilità di ridare voce a un'intera famiglia, a un'intero Regno.

«Bien que je sois née en 1890, il me semble avoir vécu des siècles.»

                      

Come potete constatare dalle immagini, il volume che ho recuperato è una seconda edizione in buono stato di conservazione.
Presenta evidenti fioriture al piatto anteriore dovute a muffe e umidità ma l'interno è perfetto.
Il dorso è leggermente rovinato: sono evidenti i rilievi verticali in corrispondenza delle cuciture delle pagine.

Tutto di questa storia mi ha catturato e ancora non riesco a smettere di indagare!
Ciò che però mi ha fatto battere forte il cuore la prima volta che ho preso in mano il volume, e oggi mi emoziona più che mai conoscendo tutta la vicenda che vi ruota attorno, è stato leggere la firma di colei che, presumibilmente, acquistò e lesse il libro nella Zurigo del 1932.
Chissà per quali mari e monti Éducation d'une princesse, pubblicato in Francia e poi appartenuto alla Nelly svizzera, sia infine arrivato nella lontana Atene.
Mio malgrado credo di dovermi accontentare di ciò che vi ho raccontato lasciando quest'ultima curiosità priva di risposta. 

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