Diventare NESSUNO per essere QUALCUNO

Il pezzo di legno era stato fissato alla ringhiera della casa della madre di Lucio: Dont aveva avuto
l'idea e lui, Lucio, aveva reso possibile l'impresa decidendo di fare del garage abbandonato di quella dimora d'infanzia la sua nuova casa.
L'affissione della scritta avrebbe dato loro un motivo per restare uniti, per combattere tutti insieme contro la vita, contro il mondo e contro se stessi per vedersi rinascere uomini nuovi e provare l'ebrezza di essere liberi per davvero senza preoccuparsi della società che, troppo spesso, s'impiccia nelle singole vite definendone il percorso futuro.
Erano Nessuno e, così mascherati, si sentivano liberi di agire noncuranti, o quasi, delle conseguenze delle loro scellerate ed esagerate azioni.

«C'erano Dont, Croce, Remo e Gerom, tutti insieme a fare quello che i ragazzi a quell'età vorrebbero fare: esplodere, non esistere, scomparire in mezzo all'oscurità senza timore.»

Si sarebbe chiamato "Club degli Anonimi" e dentro a quelle mura avrebbero potuto prendersi una pausa da loro stessi:

«Saremo quello che ci va di essere e se saremo bravi e fortunati ritroveremo la strada smarrita che il resto dell'umanità si è data pena di nasconderci. Niente futuro o passato, solo il presente. Quaggiù non faremo nulla con lo scopo di essere migliori degli altri ma piuttosto per non essere; le nostre azioni non determineranno più niente, saranno solo azioni. Dobbiamo scomparire, non esistere.»

Era nato il Dont pensiero, una teoria basata sull'anonimato, sulla totale perdita d'identità e di responsabilità nei confronti delle azioni perpetrate dai membri appartenenti al Club: i fatti sarebbero stati solo fatti che Nessuno aveva compiuto e dunque di cui Nessuno avrebbe pagato le conseguenze.
Lucio, Donatello – in arte Dont – Remo e Gerom: quattro ragazzi poco, più che maggiorenni, sono i protagonisti di questa tormentata vicenda in cui alcol, sesso e droga fanno da carburante a una serie di avventure violente e perverse che non avrebbero dovuto in alcun modo rimanere incollate ai loro corpi, perché loro erano Nessuno, eppure ci rimangono, incastrate tra le ossa senza nemmeno dover andare troppo in profondità.
A breve il Dont pensiero aveva iniziando a deviare dalla propria strada principale per addentrarsi in ramificazioni impervie e pericolose che avrebbero portato allo scioglimento di un gruppo che, forse, si era già sciolto nel momento in cui avevano avuto paura davvero trovandosi a correre a perdifiato nella foresta inseguiti da spari o quando, prede di una malsana eccitazione, sono stati in grado di uccidere un uomo credendolo un demone quando invece erano loro i veri mostri.

« [...] prima di quel pezzo di legno legato con del filo di ferro alla ringhiera c'era stato dell'altro. Quattro ragazzi che si divertivano ad ascoltare racconti e storie di avventure mai vissute e passeggiate all'aria aperta, immersi nella notte, con la birra in circolo a fare da miccia. »

A più di dieci anni dallo scioglimento del Club, un Lucio ormai trentenne ricorda quella surreale esperienza fissando i propri occhi in quelli del Maniscalco – l'idolo che aveva fatto loro da guida durante quel periodo e che ancora restava un monito importante per l'adulto che si era sostituito a quel ragazzo.
Attraverso una prosa semplice, composta da periodi brevi alternati a rapidi scambi di battute in discorso diretto in cui viene utilizzato un linguaggio semplice e colloquiale, l'autore riesce a dare voce a un malessere che accomuna molti giovani che si affacciano alla vita adulta venendone inevitabilmente sopraffatti.
Il Club degli Anonimi è un romanzo psicologico che presenta e caratterizza i personaggi descrivendone i pensieri – c'è ben poco di spiegazione fisica se si esclude la descrizione degli apparti genitali di Lucio e Donatello inserita con lo scopo di esplicitare le paure e le insicurezze del primo nei confronti del secondo – e creando brevi momenti di riflessione interiore che, abilmente alternati a momenti di dialogo e di azione vera e propria – complici anche i numerosi colpi di scena disseminati un po' ovunque e del tutto inaspettati – riescono a rendere vertiginoso l'incedere della narrazione.
Questa storia non è la storia del suo autore, Alfonsi, ma è, più o meno, la storia di tutti; di chi ce l'ha fatta e di chi c'è rimasto incastrato in quel pantano composto da paure e insicurezze.
Io sono entrata nel Club per poterne uscire uguale e diversa da come sono oggi.
Voi cosa state aspettando?!

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