Un attento custode

«Avere un Grillo del Focolare è la cosa più fortunata del mondo!»
Almeno questo è quello che afferma in tutta sicurezza John Peerybingles, semplice e onesto vetturino londinese, ogni qualvolta sente il bisogno d'interpellare il suo fidato consigliere comodamente posizionato sul camino, centro caldo e accogliente del focolare domestico.
Una favola domestica recita il sottotitolo di questo piccolo volume interamente dedicato al racconto di una vicenda comune e in cui, il suddetto Grillo ricopre un ruolo fondamentale perché, si sa, qualunque sentimento e situazione indagata da Dickens non può essere priva di un pizzico di magia.
Composto nel 1845 e terzo volume di 5 dedicati al Natale, Il Grillo del Focolare racconta una storia semplice di persone umili.
John Peerybingles e la giovane moglie Dot – Piccina – vivono una vita tranquilla insieme al piccolo figlioletto e alla goffa e dolce tata Tally quando, uno strano uomo si presenta alla loro porta per domandare ospitalità. 
Di animo cortese e altruista, l'anziano vetturino non se la sente di negare riparo al mendicante, così accetta di buon grado di ospitarlo nella sua umile dimora.
Poco alla volta si presentano alla soglia dei Peerybingles altri personaggi che ruotano attorno alla famiglia: Caleb Plummer, anziano giocattolaio con la figlia Bertha – Cieca di nome e di fatto – e un'altra giovane fanciulla, May, innamorata di Edward, l'affascinante figlio di Caleb disperso in Sud America.
La vita scorre tranquilla attorno al caldo focolare di casa Peerybingles mentre fuori imperversa il freddo inverno raddolcito dalla vivace atmosfera natalizia fino a quando, il burbero e attempato Sir Tackleton, mercante di giocattoli e innamorato di May, non decide d'insinuare nella mente del povero John l'idea di un possibile tradimento perpetrato dalla moglie ai suoi danni.
Piccina viene avvistata in compagnia del misterioso ospite in atteggiamento altamente confidenziale per due persone che, si presume, si siano conosciute da poco. 
Forse che i due non siano perfetti sconosciuti ma, anzi, l'esatto contrario?
E, per di più, chi è il personaggio nascosto dietro a un angolo e testimone di questo inaspettato quadretto? 
Proprio il nostro John il quale, avendo avuto conferma delle parole del perfido giocattolaio dai propri occhi, va su tutte le furie perdendo il lume della ragione.
A questo punto della narrazione accade qualcosa di magico e che solo la penna di Dickens riesce a trasmettere con tanta forza e così vividamente: il Grillo inizia a cantare per attirare l'attenzione del suo compagno mentre dal camino appaiono tantissime Fate pronte a prendere le difese dell'innocente Piccina:

« Dalla pietra del focolare, dal comignolo, dall'orologio, dalla pipa, dal ramino e dalla culla, dal pavimento, dalle pareti, dal soffitto e dalle scale, dal carro di fuori e dalla dispensa dentro e dagli arredi domestici, da ogni cosa e da ogni angolo con i quali ella aveva sempre avuto dimestichezza, e ai quali aveva sempre associato nella mente del suo infelice marito un ricordo di se stessa, le Fate uscirono a frotte. Non per stare al fianco di lui come faceva il Grillo, ma per muoversi e darsi da fare. per rendere il massimo onore all'immagine di lei.»

Dopo un burrascoso momento di tensioni, odio e mancanza di fiducia, grazie all'intervento del Grillo e delle Fate, ogni tensione verrà sciolta e la pace sarà ristabilita.
Per scoprire come queste fatate creature riescano nel loro intento pacificatore, basta immergersi nell'accogliete e calda atmosfera di questo classico ritrovato proposto dalla Caravaggio Editore in una traduzione fedele al testo originale e accompagnata da interessanti note utili per una migliore fruizione del testo che, non vi nascondo, essere stato un po' ostico in alcuni passaggi.
Una lettura meravigliosa e imperdibile!
E poi; non vi fa venire voglia anche a voi di avere un piccolo Grillo con cui confrontarvi nei momenti di difficoltà?

Link di riferimento per approfondire:


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