Non innamorarti di un individuo pensante

Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive.
Non innamorarti di una donna colta,
maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride
o piange mentre fa l'amore,
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più,
di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose),
o di una donna capace di restare mezz'ora davanti a un quadro
o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica,
lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere,
che rimanga con te oppure no, che ti ami o no,
da una donna così, non si torna indietro.
Mai.

Così recita questa intensa poesia di Martha Rivera Garrido.
Non innamorarti di una donna che legge: non potrebbe esistere affermazione più vera e falsa nello stesso tempo.
E dire che io non mi ritengo affatto un'amante delle poesie perché spesso non le comprendo e dunque non riesco a entrare in sintonia con esse eppure, questo breve componimento, mi ha letteralmente stregata, emozionata fino a provare dei brividi lungo la schiena.
Leggetelo lentamente, a voce alta. 
Pensatelo e lasciate che questa voce - che immagino calda, profonda, sensuale - vi pervada internamente.
Quale forza e quale amore traspare da queste righe! 
D'altronde, si sa, una donna colta può essere estremamente pericolosa, se poi dimostra anche di essere sicura di sé, se possibile, è ancora peggio.
Ma siamo proprio sicuri che siano pericolose unicamente le donne se dotate di mente pensante?
Esse hanno sempre occupato una posizione privilegiata tra gli "ignoranti" nella società umana eppure, a far paura ai potenti, non sembrano essere solo le femmine bensì tutti coloro dotati di abilità, come la scrittura e la lettura, che, per definizione, arricchiscono chi ne fruisce. 
Leggere significa entrare in contatto con la nostra coscienza, con la nostra essenza più profonda e con lo stesso autore/autrice che, nel momento della fruizione dell'opera, torna alla vita per stare in nostra compagnia, dialogare con noi e per fornirci risposte e soluzioni alternative a situazioni psichiche o materiali a cui non riusciamo a dare risposta o a trovarne un'utile risoluzione.
I libri con le loro storie ci costringono a provare emozioni, alla riflessione su temi importanti e ci forzano ad affrontare i nostri demoni. 
Ci obbligano a unirci con il nostro vero essere, sia esso quieto o più vivace.
La lettura ci obbliga alla conoscenza e questa condizione fa paura, genera diffidenza in chi deve governare il popolo poiché essa ci invade internamente scuotendo le nostre emozioni e rischiando di generare l'esplosione di una forza incredibilmente grande se non governata a dovere. 
I libri possono fare impazzire chi li legge poiché provocano piaceri profondi.
I libri, molto spesso, spingono i lettori a unirsi in gruppi o a dare vita a piccole comunità.
Per questo i libri devono essere bruciati, distrutti e tutti quelli che sopravvivono, poiché "puri", devono essere fruibili unicamente da un pubblico ben informato e istruito su come governare le proprie emozioni e i propri pensieri: per tutti gli altri sarà bene che restino nell'ignoranza.
Questo era il mondo di Petrarca, di Erasmo da Rotterdam e di tanti altri grandi uomini colti e sapienti capaci di un lungo e penetrante sguardo verso le profondità umane e verso un futuro in cui, ahimè, la cultura e il sapere fanno ancora paura a molti.
Perciò non importa quale supporto decidiate di eleggere a vostro sostegno ma sceglietene uno, o più, e leggete, leggete il più possibile poiché così facendo, siatene certi, le parole non vi mancheranno mai qualsiasi situazione siate chiamati a dover affrontare.
Le parole e lo stesso sapere da esse derivato vi permetteranno di gustare il piacere dello stare insieme e del confronto produttivo e arricchente in una società che ci vorrebbe sempre più isolati e chiusi in noi stessi e nella nostra ignoranza nei confronti del mondo che ci circonda.
Sono ben cosciente del fatto che questo argomento meriterebbe pagine e pagine di dissertazione ma non credo sia questo il luogo più consono poiché, il mio scopo è quello di poter toccare il cuore di tutti voi per poter far arrivare un messaggio fondamentale per rendere la nostra vita viva e degna di essere vissuta e definita tale.
Ho dunque preferito attenermi a queste poche righe aprendo eventualmente un dibattito in compagnia di tutti coloro che si dimostreranno interessati ad approfondire questa riflessione.
Usare e osare con la propria mente può essere un gioco molto divertente e intrigante! 

P.S.
Per questa breve riflessione devo ringraziare la Professoressa Lina Bolzoni, la quale ha tenuto un'interessante lezione a tema L'arte di leggere fra passato e futuro in occasione della XVI edizione del Festival della Mente 2019 promosso dal comune di Sarzana. 

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