Come sopravvivere alla Terra-di-Mezzo


Vi siete mai domandati da dove abbia preso ispirazione Tolkien per poter creare quell’opera nota a tutti noi come Il Signore degli anelli e che abbiamo probabilmente conosciuto attraverso i libri, il cinema – ricordo i tre film prodotti da Peter Jackson tra il 2001 e il 2003 – o il popolare gioco di ruolo Dungeons and Drangons?


Data la complessità dell’argomento e, volendo evitare di sommergervi d'informazioni, direi che la cosa migliore sia procedere per gradi, partendo proprio dall'esplicitarvi l'obiettivo che vorrei raggiungere con questo mio breve intervento: chiunque, e dico proprio chiunque, lo desideri può affrontare l'universo di Tolkien in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, l'importante è non avere fretta e sapere che la lettura può avvenire in diversi momenti e a diversi livelli. 
Questo significa che se, a una prima lettura non ve la sentite di affrontare tutte le canzoni o le appendici contenute ne Il Signore degli anelli, non c'è nulla di strano o  di sbagliato! 
Sia chiaro, io non trovo che ci sia qualcosa di sbagliato nemmeno nel non affrontarle mai ma, in questo caso, vi perdereste una parte importante e interessante del lavoro di Tolkien.
Premetto che non sono un’esperta in materia, sono solo una lettrice appassionata che, ascoltando il parere di altri lettori che hanno affrontato l’opera prima di me e che hanno saputo trovare utili trucchetti, è sopravvissuta alla popolatissima e caotica Terra-di-Mezzo.
Ora, il problema è: da dove inizio a spiegarvi come si è formata nella mente di Tolkien tutto ciò che rende la Terra-di-Mezzo un vero e proprio universo accessibile a tutti?
Cominciamo dall'inizio, giusto per non sbagliare.
Fin da bambino Tolkien dimostrò di possedere una fervida immaginazione: amava passare le proprie giornate correndo tra i boschi e le campagne intorno a Birmingham inventando storie fantastiche ispirate alle antiche leggende legate all’esistenza di creature magiche e fatate che, secondo la tradizione, popolavano quei luoghi incantati. 
Con il passare del tempo la curiosità del giovane Tolkien crebbe sempre di più così, vittima del proprio spirito, una volta terminati gli studi, decise d'intraprendere studi di filologia presso l'Università di Oxford dove iniziò ad approfondire temi legati all'antica lingua inglese. Fu proprio scavando in questo passato, che si rese conto delle meravigliose opere che ne facevano parte iniziando a sentire la necessità di creare egli stesso una mitologia che potesse essere considerata come "Mito fondativo d'Inghilterra". 
Iniziò a studiare diversi poemi norreni – come l’Edda in prosa di Snorri Sturluson presumibilmente composta nell’Islanda del XIII secolo e da cui Tolkien prese direttamente ispirazione per il nome del grande stregone Gandalf e per i nomi dei compagni del nano Thorin Scudodiquercia – e finnici – come il poema del Kalevala – , componimenti in antico inglese – come il Beowulf risalente al VII secolo – e in un inglese decisamente più recente dato che, nel 1910, assistette alla rappresentazione del Peter Pan di Barrie rimanendone piacevolmente colpito.
Ovviamente potrei elencarvi una lunga lista di tutte le opere che ebbero una parte in questo grande progetto ma rischierei di mandarvi in confusione o, peggio, di annoiarvi. 
Date dunque per buone quelle poche che vi ho indicato e tentiamo di non perdere la strada principale!
Durante il suo percorso Tolkien incontrò molte poesie e saghe nordiche messaggere d'importanti tematiche – come l'importanza della lotta nell'eterno conflitto tra bene e male, l'indissolubile rapporto uomo-natura, il ruolo intellettivo ed empatico dei personaggi femminili e la contrapposizione tra mente e forza corporea – che egli fece proprie assimilandole e inserendole nei suoi racconti.
Uno dei primi componimenti su cui mise mano Tolkien era un riadattamento di un’opera molto antica – Kalevala – tradotta per la prima volta in inglese (XIX secolo) da Sir Morris che, proprio attraverso le sue traduzioni, riuscì a esercitare una forte influenza sul giovane scrittore che decise di cimentarsi in una rilettura della stessa dando vita a un brano – un po' pesantuccio ma curioso da leggere se siete amanti di questo autore – intitolato Kullervo e che racconta la storia di questo giovane orfano sfortunato dotato di poteri sovrumani e condannato a un triste destino.
La composizione dell’opera poetica venne iniziata attorno al 1911 ma non fu mai portata a termine poiché Tolkien preferì sostituire a essa il più curioso studio dei linguaggi e delle ambientazioni che avrebbero portato alla nascita del suo universo.
Nel frattempo però era scoppiata la prima guerra mondiale e il giovane studente viene arruolato nell'esercito inglese e spedito al fronte: lì, sul campo di battaglia, egli scrisse pagine memorabili che sarebbero poi servite come punti di partenza per lo sviluppo di vicende molto più articolate e che avrebbero preso il nome di Prima e Seconda Era della Terra-di-Mezzo.
Da questa esperienza nacquero memorabili narrazioni come la vicenda di Eriol, coraggioso avventuriero, che, dopo aver navigato a lungo per mare, approda sull’isola di Tol Eressëa abitata da elfi e due tra le più belle poesie che io abbia mai letto, Beren e Luthìen - Lai di Leithian - e I figli di Hurin.
Nel 1937 venne pubblicato Lo Hobbit che racconta il rocambolesco viaggio che porterà il pacifico hobbit Bilbo Baggins a intraprendere un lungo e impervio viaggio partendo dalla verde Contea (Hobbiville) per ritrovarsi vis-à-vis, nel cuore più profondo di una grande montagna, con il grande, potente e avido drago Smaug di guardia al suo imponente tesoro.
Questa volta le vicende narrate fanno riferimento alla Terza Era della Terra-di-Mezzo e il lettore inizia a conoscere le oscure foreste, le sempreverdi colline della Contea, le meravigliose città popolate dagli eterei elfi o le lugubre e ricche caverne dei nani. 
S'incontrano per la prima Bilbo Baggins, Gollum, l’intramontabile Gandalf e si inizia a prendere confidenza con quei pericolosi Anelli del potere la cui creazione viene raccontata nell'imponente – e quello si che è spaventoso e meraviglioso allo stesso tempo – Silmarillion.
Nel 1954 comparve, in Inghilterra e USA, il primo volume della
trilogia de Il signore degli anelliLa compagnia dell’anello.
Nello stesso anno venne pubblicato anche il secondo libro della trilogia – Le due torri – e l'anno successivo il capitolo finale – Il ritorno de Re.
Secondo l'idea di Tolkien, la Trilogia nel suo insieme avrebbe dovuto raccontare i fatti relativi alla Terza e Quarta era in cui elfi, nani, uomini e hobbit sono riuniti contro l’unico anello, contro la tirannia dell’Unico, lo smisurato potere di Sauron e Mordor.
La compagnia dell’anello venne tradotta in moltissime lingue e uscì in numerosi paesi, dovunque, tranne che in Italia dove, il fatto di essere definito difficilmente collocabile su mercato, estremamente complicato da tradurre, illeggibile, irrazionale e portatore di pericolosissime idee (come l’esaltazione del Mito del potere oscuro e assoluto), ne hanno impedito la pubblicazione per diversi anni. 
Negli anni ’60 Tolkien tentò un secondo incontro con la casa editrice Mondadori che, dopo aver compiuto una seconda revisione dell’opera, ribadì, nella voce di Vittorini, il suo no verso una scrittura di cui egli non riusciva a comprendere la maestosità nonostante riconoscesse l'originalità dell'idea alla base della Trilogia. 
In più, il fatto che leggendo un romanzo fantasy fosse possibile dare libero sfogo alla fantasia e vivere in realtà parallele e totalmente diverse dalla realtà, in un paese che stava vivendo un momento politico molto teso e impegnato sarebbe stata una distrazione inammissibile.
Erano anni molto tesi e difficili per l'Italia eppure, una piccolissima casa editrice romana – specializzata in filosofie orientali – dall’esotico nome di  Astrolabium (1967), decise di tentare l’impresa facendo tradurre il volume a una giovane liceale;  questo fatto e la limitatissima cerchia di lettori legati a questo editore, ne decretarono il fallimento.
Dopo questo primo tentativo, l’opera  di Tolkien arrivò sulla scrivania di Alfredo Cattabiani – allora direttore editoria di Rusconi – il quale, avvalendosi di ottimi collaboratori sia dal punto di vista editoriale che stilistico, nel 1970, decise di dare alle stampe una nuova traduzione tirata in circa 1.000 copie ottenendo un enorme successo. 
Nel 1977, a sette anni dalla morte del padre, Christofer decise di pubblicare quell’opera epica che avrebbe dovuto svelare l’antefatto delle vicende narrate sia nel Lo Hobbit sia ne Il Signore degli anelli e che Tolkien aveva in realtà iniziato a comporre molti anni prima: era la storia della Prima Era della Terra-di-Mezzo e l'imponente – più per contenuto che per mole  – Il Silmarillion.
Questa volta la traduzione italiana non tardò molto ad arrivare apparendo disponibile al commercio l'anno immediatamente successivo all'edizione inglese.
Tolkien dedicò la sua intera esistenza alla creazione di un mondo che fosse in tutto e per tutto simile al nostro, intriso di magia ovviamente, ma politicamente organizzato, diviso in razze, caste, composto da popoli diversi che si combattono e che parlano lingue diverse pensate e create nei minimi dettagli, nulla viene lasciato al caso. 
Egli non smise mai di scrivere e realizzare racconti che avrebbero dovuto ampliare ulteriormente quel suo magico mondo e noi abbiamo la possibilità, grazie a Christopher, di fruire anche di questi stralci di narrazioni incomplete o stesure appena abbozzate raccolte e analizzate in tre volumi supportati da un validissimo apparato di note e di appendici di approfondimento: I Racconti Incompiuti, I Racconti Perduti e I Racconti Ritrovati.
Tolkien è sicuramente una pietra miliare del genere fantastico e di certo questa sua connotazione non può che incutere timore, soprattutto se messi davanti alla mole e alla complessità della sua produzione, ma non c’è nulla da temere!
Voi parlategli e lui, attraverso la sua magica e perfetta scrittura curata in ogni minimo dettaglio, saprà instaurare con voi un appassionante dialogo: sarà lui a leggere per voi le sue storie.
Comprendo il timore ma lasciatevi trascinare, non ve ne pentirete!
Potete ovviamente iniziare la lettura da dove volete, partendo da quello che più vi interessa perché  tutto è interessante, affascinante e complicato allo stesso modo e da qualsiasi parte orientiate il vostro sguardo incapperete in una piccola  e complessa meraviglia.
L’unico consiglio che mi sento di darvi è quello di non incominciare dalla trilogia dei Racconti curata da Christopher perché sono volumi molto complicati e approfonditi, quindi se siete alla vostra prima esperienza di lettura con questo autore o siete alla ricerca di un bella storia fantasy, questi tre volumi non fanno al caso vostro. Diversamente se già avete fatto esperienza di cosa significhi leggere Tolkien e siete curiosi di approfondire e/o chiarire alcuni aspetti trattati nei più famosi Lo HobbitIl Silmarillion e Il Signore degli anelli, allora quest’opera non potrà assolutamente mancare nella vostra biblioteca.
Ora me ne taccio e lascio a voi il tempo di riflettere e di decidere se e da dove iniziare la vostra strada in un mondo magico popolato da terribili e sublimi creature.
Non fatevi fermare da chi sostiene che Tolkien sia uno “scrittore per ragazzi” o “per giovani adulti”.
Tolkien è per coloro che non hanno ancora perso la voglia di evadere dalla realtà.
Tolkien è per tutti quelli che amano le storie di avventura e di magia.
Tolkien è adatto a chi ama leggere per il gusto di restare qualche tempo in compagnia di nuovi amici.
Tolkien è per chi è più attento alle lingue o per chi si diverte a scoprire che cosa si nasconda sotto a un’opera tanto grande e complessa.
Tolkien è Tolkien e intende parlare a tutti, che siate giovani o un po’ più grandicelli – persino mio nonno, amante dei classici e alla veneranda età di 80 anni, ha saputo apprezzare alcuni passi letti di nascosto mentre credeva che nessuno lo stesse osservando!


Link utili per l'acquisto e l'approfondimento:

P.S. Ci tengo a precisare che ho fatto una semplificazione notevole dei fatti altrimenti non me la sarei cavata in poche righe e voi in un articolo di una lunghezza ancora accettabile per sfuggire al sonno e alla noia mortale!

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