Siparietto curiosità - EPISODIO 2

Per questa seconda puntata dedicata alle curiosità, ho pensato di accompagnarvi in una piacevole passeggiata in un luogo magico fatto di profumi e colori.
Oggi parliamo del parco-giardino Sigurtà di Valeggio sul Mincio, una vera e propria opera d'arte che non mi stanco mai di ammirare e vivere passeggiando lungo i suggestivi vialetti ombreggiati da grandi piante dalle ampie chiome, godendo della vista di colorate distese odorose di fiori e lasciandomi trasportare dal lieve rumore provocato dalle piccole increspature dei laghetti mentre riposo coricata su un morbido strato di erba verdissima e soffice.
Insomma, un vero e proprio paradiso - credo che la fotografia possa rendere più di molte parole!
Con i suoi 600.000 m² di superficie il parco-giardino vanta la più importante collezione di tulipani in Italia, 30.000 varietà di rose rifiorenti Queen Elizabeth e Hybrid Polyantha Floribunda, 30 varietà di dalie, due giardini con aceri giapponesi, 40 varietà di erbe officinali vegliate da un terribile leone in pietra, una grande quercia secolare la cui chioma copre una superficie di ben 1000 m², numerosi cespugli di bosso dalle insolite forme, un grande, enorme tappeto erboso e ben 18 laghetti di diverse dimensioni popolati da carpe e ninfee - diurne e notturne - fiori di loto e giacinti d'acqua.
Inaugurato il 19 Marzo 1978, il parco-giardino mantiene fedelmente la stessa struttura originaria medievale, un Brolo risalente al 1417, entro i cui confini visse la nobile famiglia Contarini impegnata a trascorrere le ore di ozio passeggiando nel giardino a loro dedicato mentre i servitori si adoperavano per l'adempimento dei mestieri prima di recarsi nelle proprie abitazioni - sempre protette dalle mura della proprietà - per trascorrere le ore notturne. Questi luoghi erano autosufficienti e vantavano dunque una cappella privata in cui i residenti avevano la possibilità ritirarsi in preghiera, una fattoria - tutt'ora visitabile e utilizzata per attività didattiche per i bambini -, un fienile, delle scuderie e una stalla. 
Furono ben 5 le casate che si succedettero alla direzione dell'intero podere: da primi i Contarini, poi i Guarienti, e dopo i Guarienti, i Maffei che si occuparono della tenuta per ben 210 anni ospitando personaggi illustri - come il poeta Ippolito Pindemonte nel 1792 - ed erigendo incantevoli costruzioni - come l'Eremo di Laura fatto erigere nel 1792 e il Castelletto, edificio merlato adibito a "Sala d'Armi"  - che possiamo ammirare ancora oggi. Dopo i Maffei, ecco fare la loro comparsa la nobile famiglia dei Nuvoloni che, nel 1923, cedette la proprietà Maria Paulon, moglie di un farmacista del luogo. 
La tenuta però non impiegò molto tempo a cadere in rovina assetata da un'insistente siccità e afflitta da una forte penuria di denaro così, nel 1941, un ricco e volubile imprenditore recatosi a Valeggio per acquistare un calesse, si fece trarre in tentazione e fece sua, per 800.000 lire, tutti i 600.000 m² di natura incolta e assetata: quell'industriale era Giuseppe Carlo Sigurtà, colui che, a seguito del pagamento di una multa quale socio moroso di un vecchio "consorzio opificianti", scoprì di poter liberamente attingere alle vicine acque del fiume Mincio, e così fece, realizzando una complessa rete di irrigazione utilizzata tutt'ora. Il parco-giardino riprese vita diventando la meraviglia che oggi possiamo contemplare facendosi anche testimone del passaggio di illustrissimi ospiti - alcuni premi Nobel come Gerhard Domagk, Alexander Fleming, Selman Abraham Walksman, Albert Bruce Sabin e Konrad Zacharias Lorenz - recatisi in loco per assistere a tavole rotonde dedicate a temi scientifici e letterari.

Durante gli anni la famiglia Sigurtà, che detiene la proprietà ancora oggi, si è molto adoperata per apportare modifiche e aggiunte al parco-giardino che si impreziosisce ancora di più. Nel nel 2011 viene inaugurato un meraviglioso labirinto esteso su 1.500 m² composto di piante di Tasso alte più di 2m abbellito da una torre ispirata al Bois de Boulogne parigino e dalla cui sommità il visitatore può ammirare l'intera struttura del labirinto, viene progettata e realizzata una spettacolare Meridiana orizzontale caratterizzata da un tracciato geometrico (una circonferenza, 64 iperboli, 32 punti e un cerchio) inciso elettronicamente sul quadrante e che starebbe a simboleggiare il "Sole sorgente di vita" e in ultimo, ma non per questo meno importante, venne eretta una statua che si erge su piastre di pietre di Verona raffigurante Carlo Sigurtà in un atteggiamento rilassato pronto ad accogliere i visitatori.

Ultima chicca, ve lo prometto, riguarda un'idea che ebbe il Conte Sigurtà nel 1947, in occasione dei festeggiamenti per i 20 dalla nascita della società Sigurtà Farmaceutici. Avvalendosi di ottimi collaboratori - come Dino Buzzati, Corrado Alvaro, Carlo Emilio Gadda, Alberto Moravia, Eugenio Montale, Umberto Saba, Giuseppe Ungaretti, Indro montanelli, Nicola Abbagnano, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis - venuti a conoscenza del progetto grazie al coinvolgimento di un'importante figura del mondo culturale dell'epoca, quale Eugenio Bertuetti - amico di infanzia del Conte ed ex direttore della Gazzetta del popolo e che diventerà il direttore di questa nuova impresa -  il Conte decise di realizzare originali e interessanti biglietti da visita da inviare in abbonamento - e Biglietti si fa per dire dato che, ciò che Sigurtà e Bertuetti realizzarono fu una vera e propria rivista letteraria e di cultura, dal suggestivo nome Lo Smeraldo, arricchita dai Quaderni scientifici in cui venivano rese pubbliche le ricerche scientifiche condotte  da circa duecento studiosi dei più rinomati istituti di medicina, ospedali e università.
dal 1953 gratuitamente - a medici e farmacisti fedeli acquirenti dei prodotti della Sigurtà Farmaceutici.
Giallo zafferano le confezioni dei medicinali prodotti dall'azienda Sigurtà e giallo zafferano le copertine dei volumi che vennero stampati fino al 1965 sempre con l'intento di fornire ai fruitori, oltre che a soluzione pratiche e reali per i malanni fisici, garantire anche importantissimi "medicamenti per l'anima". Purtroppo la rivista non sopravvisse alla morte di Bertuetti avvenuta nel 1964 e presto se ne persero anche le tracce tanto da diventare irreperibile sul mercato.
A questo punto vi lascio, come sempre, con alcune indicazioni bibliografiche nel caso in cui foste interessati ad approfondire l'argomento relativo al parco-giardino Sigurtà o se voleste saperne di più in merito alla nascita e alla diffusione della rivista Lo Smeraldo.

Per approfondire:


Colui il quale. La vita di un uomo e di un giardino
G. C. Sigurtà
Valeggio sul Mincio
Editrice Parco Giardino Sigurtà, 1982


Eugenio Bertuetti e Lo Smeraldo. Storia della rivista letteraria e di cultura edita a Milano dal 1947 al 1965
A. Mazza
Commentari dell'Ateneo di Brescia, 1991
pp. 255- 288


WWW.SIGURTA.IT









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