Siparietto curiosità - EPISODIO 1



Nel primo episodio di questa nuova rubrica - che per il momento tenterò di far apparire magicamente sul blog ogni venerdì - ho deciso di scoprire insieme a voi che cosa si nasconda dietro questo misterioso vocabolo: Wunderkammer.


Ebbene, le Wunderkammer - inutile marcare l'evidente provenienza tedesca - posso essere definite vere e proprie stanze delle meraviglie in cui i collezionisti - per lo più mercanti e naturalisti - stipavano ogni oggetto considerato strano, esotico e stupefacente, fosse esso frutto della natura (naturalia) o dell'ingegno umano (artificialia), nel tentativo di creare un universo in miniatura basato su di un unico principio unificatore supremo.
Le prime testimonianze della presenza di queste incredibili collezioni risalgono al Medioevo anche se videro un vero e proprio sviluppo tra Cinquecento e Seicento, epoca in cui le nozioni relativa ai grandi fenomeni della natura, apprese da libri e da narrazioni orali, necessitava di conferme materiali. 
Ecco dunque che queste stanze assumevano le sembianze di scrigni colmi di stranezze e ricchezze (mirabilia) come animali a due teste appesi al muro o conservate in teche di vetro, pezzi di organi umani sotto spirito, materiali difficilmente reperibili, ortaggi e frutti fuori misura e tutto ciò che di bislacco possa venirvi in mente. 
Mano a mano che i collezionisti entravano in possesso di nuovi oggetti organizzavano la stanza in modo da occupare ogni teca di vetro,  armadi, pareti o enormi scaffalature di legno posizionate lungo tutto il perimetro - e non solo, ne sono certa! - della stanza, fino ad assumere le sembianze e le proporzioni di veri e propri musei privati di cui poteva usufruire solamente un ceto estremamente elevato ammesso alle corti dei regnanti o al cospetto di dotti monaci custodi di un patrimonio culturale arricchito anche da manoscritti di elevata qualità e veri e propri reperti archeologici.
Con il passare degli anni e la tendenza a un accumulo sempre maggiore, nel Settecento, con l'avvento dell'Illuminismo e di un nuovo metodo scientifico, le Wunderkammer iniziarono a perdere il proprio fascino. 
La catalogazione degli oggetti si fece più rigida e meticolosa e questo permise la fruizione di questi spazi a un pubblico sempre maggiore.
Apice di questa fase evolutiva e di razionalizzazione sia del sapere scientifico sia della conoscenza artistica, fu l'organizzazione di nuovi musei di storia naturale e la riorganizzazioni di grandi pinacoteche.
Questo è ciò che oggi rimane di questi incredibili luoghi ricordati nella loro fase più creativa e sfavillante in raccolte fotografiche, racconti scritti e cataloghi da sfogliare tentando di sentire sulla propria pelle quella sensazione di meraviglia e stupore provata probabilmente da chiunque fosse in procinto di sorpassare la soglia di questi piccoli, bizzarri e graziosi mondi capaci di far viaggiare l'uomo attraverso il tempo e lo spazio.

Per approfondire



Il gabinetto delle meraviglie di MR. Wilson
Lawrence Weschler
Adelphi 1999
Lawrence Weschler esplora una misteriosa Wunderkammer contemporanea che si trova nei pressi di Los Angeles: il Museo della Tecnologia del Giurassico


Wunderkammer. Le stanze delle meraviglie
Adalgisa Lugli
Allemandi Editore 1997
In questo testo la Lugli mette a confronto le collezioni storiche di oggetti d'arte raccolti da scienziati, artisti e principi a partire dalla metà del Cinquecento fino a giungere alle avanguardie dadaiste e surrealiste e al postmodernismo degli anni Sessanta-Ottanta introducendo il lettore in un mondo magico.


Naturalia et mirabilia, il collezionismo enciclopedico nelle Wunderkammern d'Europa (Edizione illustrata)
Adalgisa Lugli
Mazzotta 1983 (poi 2006)
Con questo testo, l'autrice intende ricostruzione i presupposti storici e la reinterpretazione critica della Wunderkammern d'Europa nell'"età della meraviglia"


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