Casa Cazalet: Capitolo Primo

Chi ancora non ha letto o sentito parlare della ormai famosissima famiglia Cazalet di Elizabeth Jane Howard?
Nessuno suppongo!
Ecco perché voglio precisare che, con questo mio intervento, non intendo assillarvi nuovamente sulle vicissitudini narrate in questo primo voluminoso romanzo dedicato alla narrazione di ciò che accade ai diversi membri della famiglia tra il 1937 e il 1938. Ciò che invece mi propongo di fare è di raccontarvi la MIA esperienza di lettura.
Lasciando totalmente perdere la trama, riportata in maniera estremamente esaustiva nella quarta di copertina, direi di passare immediatamente a parlarvi della magia che avvolge questa stupenda creatura, quale è il primo volume della saga: Gli anni della leggerezza.
Direi di iniziare da quelli che sono stati probabilmente i personaggi che più mi hanno colpito, anche se devo confessare che, a causa dell'estrema bravura della Howard nel caratterizzare alle perfezione ogni singolo soggetto, decidere chi io abbia maggiormente preferito è stato davvero molto difficile. Ho comunque tentato di fare una cernita ed ecco che cosa ne ho ricavato.
Credo proprio di essermi follemente innamorata di Hugh Cazalet: secondogenito dell’arzillo papà William Cazalet, Hugh si mostra come padre attento, capace uomo d’affari e innocente vittima del primo grande conflitto mondiale di cui porterà per sempre i segni (forti emicranie dovute a schegge non totalmente rimosse e una mano amputata).
Ho imparato ad apprezzare la frivola Zöe, perfetta incarnazione della leggerezza destinata alle giovani fanciulle che, a seconda dei casi della vita, sono costrette ad abbandonare il proprio mondo dorato per imparare ad affrontare la cruda realtà ( e mi auguro che il suo percorso di crescita continui a svilupparsi anche nei romanzi successivi perché è un aspetto che mi interessa e affascina molto).
Mi ha commosso all’inverosimile il terzogenito dei Cazalet, Rupert, padre vedovo estremamente abile nell’accudire i propri figli facendo loro sia da padre che da madre.
Ho apprezzato moltissimo la figura di Clary (figlia di Rupert), Polly (figlia di Hugh) e Louise (figlia di Edward, primogenito dei Cazalet) alle prese con le prime fasi dell’adolescenza.
In conclusione a questa lunga lista, ma non per questo meno importante, devo confessare che ho provato tanta stima per l’affettuosa zia Rachel che, sfidando le regole della natura e le leggi di una società patriarcale e maschilista, riesce ad esternare con estremo garbo il proprio amore per un’altra donna, Sid, di origini ebree.
A Proposito di omosessualità e discriminazione razziale, devo dire che la scrittura della Howard si è riuscita in maniera magistrale a rendere le sensazioni e le idee che simili tematiche erano solite suscitare in animi tanto ingenui, da una parte come nel caso delle donne e dei domestici male o poco informati, e in personalità un po’ più decise e meglio informate come sono gli uomini adulti della famiglia Cazalet impegnati nel commercio di legname e in attiva concorrenza con i più abili mercanti ebrei.
Divertente e geniale da parte dell’autrice è mostrare a noi lettori l’immagine che gli inglesi avevano dell’austera figura di Hitler: un irritabile ed egocentrico ex imbianchino!
Razzismo, omosessualità, politica e religione sono soltanto alcuni dei temi trattati in questo voluminoso primo romanzo di una Saga che si lascia letteralmente divorare per la capacità dell’autrice di ricreare in una maniera minuta e attenta lo scorrere della vita di una famiglia immersa in una campestre atmosfera tipicamente inglese.
Gli anni della leggerezza è stata per me una lettura meravigliosa ed emozionante che ho esaurito in brevissimo tempo.
In conclusione, una piccola avvertenza: se all’inizio vi sembrerà di non riuscire a seguire la narrazione poiché i numerosi personaggi vengono presentati quasi tutti nelle primissime pagine alternandosi nel ruolo di voce narrante e comparendo di passaggio sulla scena, non perdetevi d’animo!
Leggete ancora qualche capitolo e vedrete che, quasi come d’incanto, la scrittura vi risulterà immediatamente meravigliosa, estremamente chiara e accurata.

A questo punto, non mi resta che dirvi Arrivederci al prossimo capitolo!

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