Un'invasione di parole aliene

Una bimba precipita misteriosamente lungo le pareti di un dirupo nelle montagne attorno a Bolzano. Nello stesso tempo un giovane dall’età indefinita, viziato e disadattato, esaspera la sua perversa ossessione per le giovani adolescenti e una ancora più contorta ossessione per gli extraterrestri fino al punto da arrivare a decidere, insieme a tre amici, di fuggire dalla casa degli zii - sita sulla costa tirrenica dove il giovane si trova a trascorrere le vacanze in compagnia dei genitori tra hotel e ristoranti di lusso - per dirigersi verso il mare Adriatico.
Scappare, fuggire e rintanarsi in un mondo di follia in cui parlare con i culi di promettenti adolescenti o sfidare bambini a ping-pong. L’importante è rimanere accanto e dentro al mare, percepito dal protagonista come una specie di sacca amniotica in grado di proteggerlo dalle intemperie esterne e entro cui gli è permesso entrare in contatto con quegli strani esseri tentacolari dall’intelligenza sovrumana e che noi, poveri umani appunto, identifichiamo banalmente come meduse.
Dieci anni dopo questi avvenimenti, un bambino viene ritrovato morto sulla spiaggia adriatica.
Questa è la breve ed esile trama di Medusa, scritto da Luca Bernardi e pubblicato dalla casa editrice Tunué.
Medusa è un romanzo davvero sui generis poiché fa del linguaggio e della comunicazione le colonne portanti di tutta la vicenda narrata; neologismi, gergo e slang sono infatti i veri e propri protagonisti e trovano ampio spazio sia negli interminabili periodi grammaticali, in cui la voce narrante riflette su o descrive una specifica situazione, che negli assurdi dialoghi che il protagonista intreccia con il linguaggio stesso o con strani esseri viventi.
La lotta per la pubblicazione e per la realizzazione di un Dizionario Semiologico Abissale (DSA denota una specifica patologia di difficoltà nell'apprendimento) che contenga tutte le parole non dette o quelle espressioni impossibili da esprimere diventa il simbolo dell'importanza della scrittura e del dialogo - che sia scritto o orale - tra esseri viventi, ultimo baluardo di una comunicazione aperta e libera.
Insolito, disturbante e intrigante, questo libro racconta una folle e distorta visione del nostro mondo che ormai sembra essere sotto il totale controllo dei senza volto che diventano i co-protagonisti commerciando con il protagonista in sensazioni ed emozioni.  
Ciò che mi ha veramente sconvolto in questo romanzo, fatto salvo la straordinaria potenza del linguaggio utilizzato, è stato l’epilogo della vicenda poiché il lettore viene violentemente scaraventato nuovamente nel proprio ordinario mondo per prendere coscienza di ciò che quella mente malata sia riuscita a compiere nella sua estraniante follia.
Medusa è un testo che credo meriti di essere letto per la sua profondità, per la sua originalità e per la sua potenza alienante. Non sarà un romanzo facilmente e immediatamente digeribile ma, credetemi, lascerà in voi la traccia del proprio passaggio permettendovi di riflettere su tematiche, come la comunicazione e l'uso del linguaggio, su cui non siamo abituati a soffermarci e a riflettere.

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