Noir mediterraneo

Un’anziana signora che muore in lacrime, triste e sola nella propria casa e un nipote tragicamente strappato dalle mani di quell’ultimo affetto salutato con una dolce carezza. Una scena a dir poco straziante - specialmente se si è provato lo stesso dolore e lo stesso senso di abbandono - è ciò che ci introduce nella vita del protagonista, un trentenne ormai solo al mondo.
Solo, almeno fino al momento in cui non gli viene affidata una lettera trovata addosso al cadavere della defunta nonna; in questa breve missiva si farebbe riferimento alla scomparsa, avvenuta almeno vent’anni prima, di una giovane donna belga di nome Laure Berdych.
Chi è questa Laure e che legame esisteva tra lei e sua nonna? Perché nessuno parla più di questa donna che sembra essere scomparsa nel nulla?
Sono queste le domande sorte alla mente del giovane che per dare risposta si lancia a capofitto in una incredibile ricerca che lo porterà a viaggiare tra il Belgio e il Sud Italia rovistando nella vita privata di persone affette da disturbi di personalità, schizofrenia e omosessualità.
Attraverso l’infaticabile ricerca del protagonista noi lettori siamo costretti a riflettere su quanto sia fragile l'equilibrio, che la mente umana crea, tra la dimensione della normalità e del paranormale di colui che sembra vivere in una dimensione parallela, non normale, non sana.
Non mi è possibile svelarvi di più della trama poiché andrei a rivelarvi dei particolari che meritano di essere scoperti durante la lettura che, per altro, è arricchita da intermezzi poetici davvero splendidi.
Cuori di seppia, dell’esordiente Filippo De Matteis, è stato in grado di colpirmi dritto al cuore emozionandomi e permettendomi di compiere una profonda riflessione sulla fragilità dell'essere umano costantemente in equilibrio tra ciò che viene definito normale e ciò che invece non lo è.
In questo Noir alla mediterranea - come lo stesso autore definisce questa sua opera - sono contenute dolci manifestazioni di affetto e strazianti scene di dolore che non devono spaventarvi facendovi desistere dalla lettura poiché davvero ne vale la pena!
Ciò che, a mio parere bisogna apprezzare, è la possibilità che la narrazione ci fornisce di avere differenti prospettive di un mondo che è uno e molteplice nello stesso tempo, esattamente come e uno e centomila uomini diversi compongono lo stesso uomo.
Qual è dunque quell'elemento che definisce la linea di confine tra ciò che è normale da ciò che non lo è?
Ovviamente con questa mia affermazione non intendo giustificare quei comportamenti tanto violenti da portare alla distruzione dell'essere umano, il mio intento è solamente quello di farvi cogliere una profonda riflessione che questo breve narrazione mi ha ispirato.
Ringrazio davvero di cuore la casa editrice Elliot che mi ha dato la possibilità di conoscere questo incredibile romanzo.

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