La "Carta" più antica d'Europa

Alvise Pàvari dal Canal è un eccentrico professore di ippologia presso il veneziano ateneo Ca’ Foscari. Durante una delle tante giornate trascorse tra libri e studenti, l’anziano professore riceve una telefonata inattesa: sua nipote Anna, attrice di discreto successo, sta per sposarsi con il rampollo di un’antica e prestigiosa famiglia siciliana, i Marescalchi di Brancaforte, e vorrebbe tanto che fosse Alvise stesso ad accompagnarla all’altare.
E come non accettare una tal proposta!
Dunque, valige pronte e si parte verso l’arida terra dell’Etna in cui le tradizioni antiche non vengono rimpiazzate, come invece accade purtroppo troppo spesso al Nord, bensì tramandate di generazione in generazione.
Questo è appunto il caso della famiglia Marescalchi che Alvise impara, poco a poco, a conoscere attraverso racconti di carte leggendarie e l’osservazione di affascinanti animali, i falchi, emblema della famiglia poiché soggetti profondamente ammirati dall’imperatore Federico II di Svevia, pronipote di Adelasia di Brancaforte nonché antenata dell’affascinante Adelaide - Dedé - Marescalchi di Brancaforte. Sarà lei a menzionare per la prima volta un importante frammento di carta - si dice ce sia il più antico esistente in Europa - datato 1109 d.c. in cui la regina Adelasia, utilizzando la lingua greca e araba, avrebbe ordinato, a certi suoi visconti, di proteggere un monastero di sua proprietà. Sarà lei a manovrare le redini di tutta la famiglia su cui incombe la terribile ombra di avidi banchieri a seguito di un tragico incidente accaduto al fratello Manfredi e al vecchio Marescalchi. E sarà lei, con l’astuzia e la diplomazia di Alvise, a scoprire i resti tessili appartenuti ad Adelasia in una doppia parete del balio destinato al professore veneto e a realizzare una falso - ma autentico - trattatello di ippologia antecedente la carta di Adelasia, salvando così l’intera famiglia dalla bancarotta.  
La carta della regina di Giorgio Caponetti - edito per la Marcos y Marcos - è un romanzo dal sapore antico che ci fa rivivere l’atmosfera di un misterioso passato e che ci tiene con il fiato sospeso fino alla conclusione della vicenda.
La carta della regina è un romanzo curioso, che fa sorridere, specialmente in quei bizzarri dialoghi, un po’ in italiano un po’ in veneto, tra Alvise e il fedele Toni o tra Alvise e l’ignorante Ciccio, mezzo italiani e mezzo siciliani.
Li ho trovato davvero splendidi!
Un testo bello, indiscutibilmente bello.
Se poi questo romanzo riuscirà a catturarvi come è accaduto a me, non potrete sottrarvi dalla letture delle altre tre avventure con protagonista il simpatico professore!
(Il formato del volume e le copertine sono davvero splendide! E tutte vicine fanno la loro figura. Correte in libreria!)

 

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