Un simpatico tentativo di indagine alla Poirot

Penelope Poirot, nipote del leggendario investigatore belga Hercule Poirot, era ormai una celebrità. Esperta critica di gastronomia, scrittrice di successo dopo la pubblicazione del testo La nipote e sostanzialmente tuttologa - come lei stessa ama definirsi - decide, per questa nuova avventura che la vedrà importante testimone di un delitto passionale, di dedicare il suo prossimo reportage all'innata forma di malinconia curata solitamente per mezzo di lunghi viaggi nel ristoratore paesaggio italiano - più specificatamente ligure - e comunemente conosciuto come male inglese.
Così, reduce dalle toscane terre del Chianti, Penelope e la sua fidata assistente Velma Hamilton si preparano per il Grand Tour istituendo come prima tappa l'adorabile Portofino, luogo in cui la nostra protagonista avrà il piacere di apprendere la notizia della riapertura di Villa Travers. Immensa è la gioia di Penelope nel far ritorno alla sua affezionata stanza verde, custode di numerosi e piacevoli momenti dell'adolescenza della donna.
Il soggiorno alla villa sembra scorrere tranquillo. Qualche tensione e qualche bisticcio tra parenti è una condizione del tutto normale, constata tra sé e sé Penelope; specialmente se si tiene presente che, circa una decina di anni prima, proprio nel mare attorno all'abitazione, era scomparso il rampollo di famiglia, tale Samuel Travers e l'accaduto aveva portato alla decisione di abbandonare il luogo teatro di una simile strage. Certo che tra un qualche battibecco e un vero e proprio omicidio vi è una notevole differenza! Osserva la nostra protagonista quando le viene riferito del ritrovamento del cadavere della signora Lea Travers, seconda moglie del compianto Samuel, nel giardino della villa presso un'inquietante angelo di pietra.
Tra alibi contrastanti, testimonianze imprecise e facili accuse, le indagini della polizia e le supposizioni di Penelope si intrecciano fino a svelare un inevitabile epilogo.
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In conclusione, nonostante la scrittura adottata dall'autrice Backy Sharp risulti leggera, rapida e, a tratti, particolarmente ironica, Penelope Poirot e il male inglese - edita dalla Marcos y Marcos -  a mio avviso non riesce a rendere la vera suspense dell'indagine alla  Agatha Christie
Inoltre, la famigerata nipote Poirot non riesce dare ragione delle proprie origini, facendosi sopraffare dai sentimenti e lasciando pieno potere alla polizia di compiere interrogatori e indagini rimanendo sullo sfondo o comunque dimostrandosi semplicemente donna esuberante, intelligente ma non dotata di un particolare acume investigativo.
Aspetti non troppo positivi a parte, ritengo che questo romanzo meriti di essere letto e apprezzato per la sua semplicità.
Chissà, forse Penelope Poirot fa la cosa giusta - sempre edito dalla Marcos y Marcos e primo testo della duologia - da a Penelope la possibilità di dimostrarsi degna erede del bisnonno Poirot!
Io mi concedo il beneficio del dubbio e mi riservo la possibilità di acquistare il primo volume per continuare a divertirmi con le peripezie della simpatica Penelope e della scettica Velma.

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