NOVITA'! NOVITA': ALLA SCOPERTA DI MARIO DE ROSA

Nato nel salernitano nel 1990 ma mantovano di adozione dal 2002, Mario de Rosa rappresenta una pedina aggiunta all'ampio e complesso scacchiere della letteratura Italiana.
Il giovane scrittore inizia ad affacciarsi al tanto variegato mondo della scrittura attraverso la pubblicazione di due romanzi brevi editi in collaborazione con la casa editrice presentARTsi: Tieniti pure il mio naso e Il primo post-it sulla luna

Tenace e perseverante nella sua grande passione Mario redige un ennesimo scritto, una raccolta di racconti questa volta, dal curioso titolo Il festival dei cerotti. A quest'ultimo scritto l'autore tiene davvero molto, al punto da ottenere una collaborazione - nel 2015 - con la Antonio Tamboli editore, che pubblicherà proprio questa breve raccolta inserendola nella collana Officina Marzani, curata dallo scrittore Michele Marzani.

Dato l'affetto provato da Mauro per questo suo lavoro così ben riuscito, vi riporto la breve presentazione prodotta di suo pugno e pubblicata nella pagina dedicata al romanzo presente su sito internet da lui gestito.


Più che una raccolta di racconti Il festival dei Cerotti è un’antologia di ascolti, di frammenti di densità metropolitana e amorosa. Sei spaccati di vita narrati con una lingua inattesa: rapida, viva, densissima.Mario De Rosa è un autore giovane, giovanissimo, che in questa sorta di manifesto sentimentale è capace di avvolgere, emozionare, a volte stupire.Il festival dei Cerotti sono storie che scavano nei sentimenti di tutti i giorni, sono dirompenti, asimmetriche, sono toppe, anzi, cerotti, in una voragine esistenziale.


Scrittore ormai avviato, Mario decide di proporre al circolo culturale Arci-Dallò di Castiglione delle stiviere, da lui frequentato sin dall'adolescenza, un breve racconto autobiografico. More di gelso - questo è il titolo dello libro apparso nel 2016 - doveva essere un unico romanzo breve eppure, questo piccolo momento rubato ai ricordi di famiglia, permette a Mario di dare vita ad un progetto in continua evoluzione. Le vicende di Nina, Michele, Maria e Vincenzo appassionano il lettore curioso di sapere quale incredibile storia celano le meravigliose immagini in copertina; fotografie di un tempo che fu.
Così l'autore presenta il proprio intento.


Quando ero bambino, le chiamavano così quelle bancarelle del mercato: “Pezze Americane”, ovvero un assortimento di vestiti di seconda mano. Fra quegli indumenti usati si poteva trovare un po’ di tutto, dalle scarpe ai cappelli; cose molto brutte ma allo stesso tempo anche stravaganti e divertenti… o addirittura utili. Così è successo a me quando nel corso della mia vita – magari in seguito a un trasloco, a un lutto o ad un momento in cui avevo necessità di rimettere in ordine casa – mi sono ritrovato a dover frugare fra cose del mio passato, che avevano già avuto un’utilità o un proprietario.Fra quelle foto, quei vestiti e quegli oggetti, ho ritrovato frammenti di una mia personalissima storia familiare, che ho deciso di raccontare, assecondando le suggestioni provocate da vecchie foto dimenticate. Questi racconti parlano di un tempo e di un luogo che non esistono piú, ma dai quali ancora oggi la mia vita assorbe linfa per crescere: Pezze Americane è la radice della mia storia.


Di seguito trovate il link al sito dello scrittore, dove potrete recuperare tutte le informazioni in merito alla descrizione, all'acquisto e alla fruizione degli splendidi audiolibri di Pezze americaneTieniti pure il mio nasoIl primo post-it sulla luna e, primo su tutti, Il festival dei cerotti.


Vi lascio con un breve video inviatomi dallo stesso Mario de Rosa.

Buona lettura! E passate parola!



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