Inevitabile destino

La città di cui si parla in questo racconto non esiste più. [...] Innumerevoli volte si è combattuto nelle sue strade, ma mai così duramente come nel periodo dall’estate all’autunno dell’anno 1937. Per ottantotto giorni la città fu assediata, cannoneggiata e bombardata.

Non importava più nulla ormai; cinese, giapponese, inglese, russo o americano. Non importava più nulla a nessuno in quel terribile momento in cui una bomba cinese, o almeno queste era la credenza, venne sganciata proprio sul luogo che, secondo il potente Chang, avrebbe dovuto essere risparmiato grazie alla sua influenza e al suo denaro: l’Hotel Shanghai, situato al centro della Concessione Internazionale sulla trafficata Nanking Road,  venne raso completamente al suolo. Solo la sua proprietaria, Madame Tissaud - attenta osservatrice - parve esser rimasta del tutto illesa e pronta a dispensare dure sentenze. In questa carneficina, nove dei tanti cliente dell’Hotel, si videro spazzare via improvvisamente tutte le speranze e tutte le ricchezze che l’ingorda Shanghai aveva dato loro. Era per la maggior parte stranieri condotti dalla vita nella scintillante città cinese ignari di quello che sarebbe stato il loro infausto destino.
B. G. Chang, figlio di una Cina povera, intraprese molto giovane la professione di coolie (trasportatore) per poi dedicarsi alle rapine diventando il leader di un gruppo di ladri. Questo mestiere gli valse la possibilità di fuggire da quella misera vita, trasferirsi nella ricca Shanghai e diventare un banchiere di successo. Era finalmente riuscito a crearsi una vita, a sposarsi e ad avere un figlio, Yu tsing, con il quale non ebbe modo di legare poiché, non appena ne ebbe l’età, il giovane Chang abbandonò il tetto familiare per recarsi in America con lo scopo di compiere i propri studi di medicina. Ritornò successivamente in patria come medico e come marito di una infermiera americana troppo brutta e intraprendente per il tradizionalista Chang. I due, padre e figlio, si scontrarono duramente a causa della radicale posizione a favore dei comunisti assunta da Yu. Solamente un malessere che ormai da tempo accompagnava il vecchio Chang e che ormai lo aveva obbligato al riposo, permise alla famiglia di trovare un po’ di serenità, presto rubata da quel terribile impatto.
Il Dottor Emmanuel Hain, figlio di una benestante famiglia ebrea della Germania meridionale, convertitosi al cristianesimo per volontà del padre, e dopo aver seguito la medesima professione dello zio, divenne un abile e stimato chirurgo. Già provato dall’esperienza in campo durante la prima guerra mondiale, il Dottor Hain venne molto presto costretto ad abbandonare Irene, l’amata moglie ariana, per trovare rifugio in Francia, Paese che ancora non era stato attaccato dalle leggi razziali. Lì Hain tentò di rifarsi una vita insieme allo sfacciato pianista Kurt Planke, giovane originario del freddo Nord e trapiantato in Germania per volontà dei propri genitori, che venne invitato da Irene a raggiungere il marito in Francia dopo gli screzi, avuti con il governo tedesco, e dovuti ad una vita di eccessi che il giovane conduceva nell’austera Berlino. Nella capitale francese Kurt riuscì a lavorare, per un breve periodo, come pianista accompagnatore presso una scuola di danza russa. Dopo una serie di tentativi falliti e nella speranza di riuscire a mettere da parte un po’ di denaro, i due si imbarcarono alla volta di Shanghai. Loro malgrado la città li inghiottirà entrambi distruggendo i loro sogni e polverizzando le loro speranze.
A Shanghai, in quel periodo, si trovava anche la russa Jelena Trubova che, fuggita dal proprio paese a causa della guerra tra zaristi e bolscevichi, visse e crebbe presso una famiglia di Costantinopoli. Bella ed elegante, la giovane divenne un promettente modella e fu in grado di far crescere la propria popolarità anche a Parigi. Fredda calcolatrice, Jelena iniziò a condurre una vita di azzardi alla costante ricerca di un buon partito da sposare. Così si maritò con il figlio del vecchio e potente Russell, Bertie Russell, diventando Lady Helen Russell. Dopo una vita di agi e di profonde sofferenze causate dall’irruento carattere del marito, a Shanghai, Helen trovò l’amore sincero del giovane e affascinante Frank Taylor e una solitaria fine.
Frank Taylor, chimico, per metà americano e per metà hawaiano, aveva deciso di imbarcarsi per Shanghai con la prospettiva di mettere da parte il denaro sufficiente per poter sposare Ruth rimasta in America il tempo necessario a racimolare qualche risparmio. Eppure un destinato incontro con l’affascinante Helen Russell lo trascinò nella confusione ed egli si trovò a combattere contro la sua stessa mente e il suo stesso cuore. Ruth Anderson sbarcò effettivamente a Shanghai; la sensibile e dolce Ruth che prestava da sempre soccorso a qualsiasi forma vivente richiedesse il suo aiuto. Si erano conosciuti durante un atterraggio di fortuna durante un volo di linea: lei abile stewardesses e lui imperturbabile passeggero. Fu amore a prima vista e per questo Frank non avrebbe potuto rinunciare a combattere per tentare di salvare quella relazione. Ebbene, Frank riuscì a prendere una decisione ma non riuscì a metterla in atto. La bomba spazzò via tutto.
Stessa sorte infame toccò al povero cinese Lung Yen che, trasferitosi nella grande città per servire come coolie di acqua in un’importante casa, si ritrovò povero, affamato e sporco a tentare di lottare contro il suo demone, l’oppio, sostanza più preziosa dell’oro e per cui gli uomini si dichiaravano pronti a morire. Fu proprio a causa dell’oppio che Lung si ammalò, e per questo, la bomba sganciata in quel fatidico giorno, non fece altro che accelerare un destino ormai segnato.
Ancora un personaggio manca all’appello: Yoshio Murata, il piccolo e miope giapponese, che si trovava a Shanghai come giornalista corrispondente per il Dai Nippon e finalmente investito di una missione della massima importanza per il suo Paese. Dopo una vita passata all’ombra del fratello martirizzato per la sua morte sotto le armi delle truppe imperiali, Yoshio ebbe finalmente la possibilità di riscattarsi, ma la bomba lo colse nel luogo in cui avrebbe dovuto portare a termine la propria missione mandando in frantumi ogni speranza.
Hotel Shanghai di Vicki Baum - edito da Mondadori Editore per la collana Omnibus - è un corpulento romanzo storico in cui storia, avventura e giallo - dato il ritrovamento di un cadavere in una delle lussuose stanze dell’Hotel - si intrecciano con maestria in una scrittura semplice ed elegante che permette al lettore di conoscere tutta un’epoca - dalla fine dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento - di fermento socio-politico in cui versava l’intero mondo civilizzato.
Almeno fino al giorno in cui il tragico destino si compì.

Molto sangue ha bagnato il lastrico di Shanghai, perché ogni guerra nel Paese arriva fino a Shanghai. E la città tratta la guerra come una rappresentazione teatrale e si scuote di dosso bombe e distruzioni come una cosa naturale e priva di importanza [...]Quello che deve accadere, accade.


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