Concerto sinfonico atto I: Allegretto sognante

Tutto ebbe inizio nell’anno del 1656 quando nella vergine terra d’Irlanda, resa schiava dalla prepotente Inghilterra, nacquero due uomini le cui famiglie ricoprirono un ruolo fondamentale nella determinazione della futura condizione politico-religiosa della nazione: Cian ó Cléirigh e Bran ó Brolcháin.
Discendenti di due famiglie i cui membri decisero di non abbandonare la propria cultura a favore del dominatore sassone, i due crebbero tra gli allevamenti ovini nell’arido e roccioso ovest, preoccupandosi solo marginalmente delle vessazioni che la popolazione irlandese era costretta a subire a causa delle protestanti giubbe rosse; questa condizione si protrasse almeno fino a quando la giovane età li preservò da simili preoccupazioni.
Troppo presto Giacomo Stuart e Guglielmo d’Orange si dichiararono ferocemente guerra e così l'esuberante Cian fu tra i primi giovani uomini irlandesi a imbracciare le armi a favore del cattolico Stuart, mentre, il più ostinato e intransigente, Bran si oppose alla leva sostenendo di poter accettare di combattere solamente sotto la guida e a favore di un sovrano irlandese.
Il logorante scontro che fece dell'Irlanda il terreno di battaglia privilegiato si risolse a favore del protestante Guglielmo con la conseguente disgregazione di numerose famiglie separate da inganni e false promesse.
Anche il valoroso Cian fu strappato alle braccia della moglie, che si annegò per disperazione, e del primogenito che, ormai orfano di madre e allontanato dal padre e dal fratello minore Caoimhín catturato erroneamente insieme al padre, fu affidato alle cure di Bran ó Brolcháin e della sua numerosa progenie.

Trascorsero circa una trentina di anni durante i quali la straziante condizione in cui vessava la popolazione cattolica irlandese non fece che aggravarsi, provocando focolari interni al paese tra irlandesi protestanti e irlandesi cattolici privati ormai di ogni bene materiale e della propria dignità in quanto "esseri umani liberi".

Non abbiamo scuole per insegnare ai nostri bambini la lingua dei loro antenati, non possiamo detenere armi e i nostri bei cavalli debbono essere venduti per un prezzo inferiore a cinque sterline, non abbiamo nemmeno il diritto di lavorare, perché non possiamo ricavare nessun profitto dalla terra, che pure ci appartiene e non possiamo vendere la nostra lana. Solo la lana inglese e la lana “protestante” sono sufficientemente rispettabili per essere commerciate all’estero.

Nel frattempo tra la riottosa Austria, luogo in cui il colonnello dell'imperiale esercito Bran ó Brolcháin (nipote di quel Bran capostipite della famiglia ó Brolcháin) prestò fedele servizio nella lotta contro il nemico, e la pacifica Italia dove operò per diversi anni il devoto vescovo Caoimhín ó Cléirigh, si decise di mettere in atto una spedizione di evangelizzazione della popolazione irlandese.
La segretissima operazione sarebbe stata guidata dai due con il sostegno di fidati compagni compatrioti.

Primavera 1746Avevano lasciato vienna la sera di Imbolc, dopo essersi affidati alla materna intercessione di Santa Bríd.Erano in quattordici. Otto vestivano l’uniforme dell’esercito imperiale [...], e gli altri sei indossavano l’abito talare.

In breve tempo, dal bretone porto di Morlaix, la comitiva raggiunse le coste irlandesi dove trovò ad attenderla l'intrigante pastore anglicano Hugony Newman, già garante dei beni della famiglia ó Cléirigh a causa di una serie di sfortunati eventi.
Da ora al termine del romanzo, il luogo centrale del racconto narrato diverrà quella falegnameria falsamente utilizzata per la produzione di suppellettili sacre che si farà scenario di importanti rivelazioni religiose e politiche raccontate attraverso l'inconsapevole sguardo di una giovane, Labhaoise ’ Cléirigh, così elegantemente introdotta nella vicenda:

Una fanciulla snella e slanciata [...]. La carezza del sole incendiava i suoi capelli [...] che non erano biondi e non erano rossi ma avevano la tinta fulva e sfumata del miele che stilla dal favo. Come un’aureola le si arricciavano intorno al volto di rosa dagli zigomi alti e dall’ovale cesellato, in cui erano incastonati due magnifici smeraldi iridescenti.

Pericolosamente bella, Labhaoise divenne molto presto motivo di contesa tra il vecchio e saggio pastore anglicano e l'ammaliante Bran il quale, in alta uniforme da colonnello, si dimostrò particolarmente abile nell’arte della seduzione e dell’inganno.

Avvincente combinazione di avventura, storia e romanticismo, il primo volume della trilogia Dietro la tenda, scritta a quattro mani da Maura Maffei e Rónán Ú. ó Lorcáin ed edita dalla piacentina Parallelo45 Edizioni, cattura e coinvolge il lettore in una magica atmosfera tutta irlandese intrisa di un forte senso religioso e un esasperato bisogno di libertà.

“Indicami dove posso andare” [...]“Dietro la tenda!” [...] “Devi passare dietro la tenda. Sulla tua sinistra troverai una porticina.È sempre socchiusa. Spingila [...]”

È attraverso questo passaggio inatteso, a ricordare tanto il magico armadio di Narnia, che gli autori invitano noi lettori a interpretare e sviluppare quel finale primo che non intende chiudere quello che è solo il primo di tre romanzi.
Ne La fragilità della farfalla, come anche nei due volumi successivi, gli scrittori fanno ampio utilizzo del gaelico - con tanto di note linguistiche esplicative poste al termine del volume - arricchendo la narrazione di unicità e originalità.
Combinato a questo aspetto anche l'utilissimo albero genealogico, posizionato in apertura al romanzo, contribuisce ad una maggiore comprensione delle complesse relazioni tra i numerosi personaggi che operano nella vicenda ricoprendo ruoli più o meno attivi.

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